SR 148 Pontina

L’accordo politico era stato trovato da tempo.

Le liti di bandiera, che tanti ostacoli avevano frapposto per la realizzazione della Roma  Latina, si erano sciolte nell’esigenza, non più procrastinabile, di dotare anche la regione Lazio e la provincia di Latina di infrastrutture contemporanee.

Ed oggi, a poche ore dall’ennesima sentenza del Consiglio di Stato, Forza Italia e Pd lanciano la carica in consiglio regionale.

Obiettivo: decidere cosa fare e come, in tempi rapidissimi.

“Mi attiverò da subito nei confronti dell’assessorato competente affinchè la Regione – interviene il consigliere regionale del Pd, Enrico Forte – possa riprendere l’iter per realizzare l’opera. Non possiamo perdere ulteriore tempo, visto che l’opera resta strategica per il Governo che ha confermato il finanziamento e per il territorio regionale”.

Analoga la posizione del consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione sanità, Giuseppe Simeone che ha presentato una richiesta al presidente della commissione lavori pubblici, Fabio Refrigeri, per riconvocare l’audizione, rinviata poche settimane fa, proprio perché in attesa della definizione del ricorso.

“Per la precisione ho avanzato la richiesta al presidente Refrigeri di convocare in audizione l’assessore al ramo, Mauro Alessandri, i rappresentanti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di Anas e di Autostrade del Lazio – spiega Simeone – per fare il punto sulla Roma-Latina. E’ fondamentale che la Regione Lazio comunichi tempistica e modalità con cui intende intervenire in merito alla realizzazione dell’infrastruttura”.

Per tutti è fondamentale non perdere i finanziamenti per la realizzazione della Roma-Latin.

Le imprese pontine, prive di collegamenti rapidi e sicuri, non hanno più ossigeno per andare avanti.

“Occorre – conclude Simeone – andare oltre la logica della contrapposizione fra schieramenti politici e cercare di trovare una soluzione concreta ad un’esigenza improcrastinabile. Perché in ballo c’è la sopravvivenza stessa di un intero territorio, di migliaia di aziende e di cittadini che meritano risposte risolutive ed immediate”.

Unica voce fuori dal coro è quella di Legambiente che vede nella sentenza pubblicata ieri la parola fine ad un’opera da sempre considerata inutile.
“Ora che la procedura di assegnazione dei lavori – spiega il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi – per la costruzione del corridoio tirrenico sud, è di fatto bloccata, si abbandoni l’opera. Invece di 100 chilometri di nuovo asfalto a sei corsie, Regione e Ministero investano le risorse previste su nuovi binari ferroviari, treni, trasporto pubblico e messa in sicurezza della Pontina”.
Al momento il grande assente nel dibattito risulta essere il presidente e leader del Pd, Nicola Zingaretti, a cui, tra l’altro, spetta, in qualità di governatore del Lazio, uno dei ruoli chiave in questa vicenda.