Roma-Latina
Stefano Fassina

Non c’è pace per la Roma-Latina. Il progetto della nuova autostrada criticato praticamente in ogni suo aspetto, ma fortemente voluto da imprenditori e dalla politica (a parte qualche voce fuori dal coro) divide ancora e fa parlare di sé anche ora che il Consiglio di Stato ha bloccato l’inizio dei lavori e la gara è da rifare.

Dopo il consiglio regionale di ieri interviene anche Stefano Fassina, deputato di Liberi e uguali. “Dopo la bocciatura del Consiglio di Stato sulla gara per la realizzazione dell’autostrada Roma-Latina, la Regione sembra insistere su una linea di un’opera di grave impatto sulla mobilità, sull’ambiente e sulla salute. Oggi il consiglio regionale ha approvato due ordini del giorno apparentemente contrastanti tra loro: qual è la linea della Giunta Regionale? Noi insistiamo per la cancellazione del progetto di autostrada Roma-Latina, per la messa in sicurezza della Pontina e per la cura del ferro, unica soluzione per migliorare la mobilità e la salute di chi vive e viene a Roma e nell’area metropolitana. Sottolineiamo, a chi è eletto in Regione con Le che questa è la posizione che abbiamo proposto agli elettori in campagna elettorale”.

Ripensare completamente quindi una soluzione per togliere Latina da un isolamento drammatico, senza un collegamento all’autostrada e con la Pontina che (letteralmente) fa acqua da tutte le parti. Una delle arterie più pericolose d’Italia.

Neanche la soluzione dell’in house proposta da Zingaretti convince. A definire questa e l’altra proposta del M5s “irrealizzabile” è stato Angelo Tripodi, capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Lazio.

Secondo Tripodi “la metropolitana leggera, proposta dal M5S, è un bluff perché non è la soluzione migliore allo sviluppo e al rilancio dell’economia del territorio pontino, che passano attraverso la realizzazione della Roma-Latina e della bretella Cisterna-Valmontone. Mentre il progetto in house del governatore Zingaretti è morto in partenza: non ci sono i fondi”.

“Domani ci sarà un vertice al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica, ndr), affinché i fondi stanziati per l’opera non vengano ritirati. L’iniziativa messa in campo dalla Lega, tramite il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, potrebbe rivelarsi il primo passo per la realizzazione dell’opera. Come sostiene l’Ance Latina per voce del presidente Pierantonio Palluzzi, servirà soltanto modificare la lettera di invito impugnata dal Consiglio di Stato come indicato nella sentenza, evitando così l’avvio di un nuovo iter e assicurando tempi rapidi per l’inizio dei lavori “.