Tutto apposto e niente in ordine sul fronte della realizzazione della Roma Latina e della Bretella Cisterna Valmontone.

Le ultime notizie parlano, con tanto di conferma nel corso di un incontro, da parte dell’assessore regionale alle infrastrutture, Mauro Alessandri, di una rimodulazione del progetto.

Decisione anticipata da una dichiarazione del viceministro Giancarlo Cancelleri, poco meno di un mese fa, che aveva sollevato polemiche a non finire e su cui era caduto l’ennesimo silenzio.

Proprio Cancellieri aveva detto come la nomina del commissario per la realizzazione dell’opera sarebbe avvenuta solo dopo una rimodulazione del progetto iniziale “per renderlo più rispettoso dell’ambiente e più funzionale”.

Oggi tanti dubbi continuano a sommarsi sulla reale possibilità di portgare l’opera in cantiere.

”Perché il Lazio dovrebbe rinunciare ai 2,7 miliardi di euro di investimento per la realizzazione della Roma-Latina?”.

Così Angelo Tripodi, capogruppo della Lega in consiglio regionale del Lazio, proponente di un consiglio straordinario e di un’audizione, mai convocati, sul futuro dell’opera.

”Un investimento – secondo Tripodi – che avrebbe benefici anche occupazionali non solo per la provincia di Latina, priva di un’infrastruttura all’avanguardia che la colleghi col resto d’Italia e d’Europa, tarpando di fatto le ali ad un territorio ricco di tesori nascosti.

Insomma, la revisione del progetto della Roma-Latina sarebbe un colpo mortale per il Lazio e per la provincia di Latina, soprattutto dopo l’esplosione del Coronavirus a seguito di una crisi economica decennale.

“Credevamo che una classe dirigente responsabile favorisse lo sviluppo e l’occupazione, purtroppo constatiamo che il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, dopo aver perso anni e aver ostacolato il progetto di finanza, è ostaggio come il governo dell’ideologia degli alleati o di folli spartizioni politiche pur di tirare a campare. Invece l’Italia ha solo bisogno di un piano Marshall ricco di investimenti e non di preconcetti che ostacolano la crescita. Si intende – conclude Tripodi – davvero mettere un freno al rilancio del Paese, spolpando i contribuenti e regalandogli 9 milioni di carte esattoriali?”.