lunedì 22 Luglio 2024
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Rivolta l’Italia, prove tecniche di rinascita nel centrodestra. E tra i firmatari spunta Giorgio Ialongo

di Redazione – “Noi crediamo in una cosa sopra tutte le altre: la Libertà”. Inizia così l’appello di “Rivolta l’Italia”, il nuovo manifesto politico che punta a riunire il centrodestra e a ripartire come nel 1994. A questo appello, promosso da Antonio Martino, ex ministro e tessera numero 2 di Forza Italia, e Giuseppe Moles, docente universitario e storico sostenitore del partito di Silvio Berlusconi, ha aderito anche Giorgio Ialongo, capogruppo consiliare di Forza Italia a Latina.

“È il momento di ridare slancio al centrodestra, di rivitalizzare la politica, a fronte di un’omologazione divenuta insostenibile con il renzismo”. Così spiega la sua adesione a Rivolta l’Italia Giorgio Ialongo, secondo il quale il manifesto punta alla creazione di un centrodestra inclusivo, unito, aperto, competitivo, innovativo e capace di confronto. “In tutto il paese” – prosegue il capogruppo azzurro a Latina – “assistiamo a una pericolosa scomparsa dell’ideale liberale che fu alla base del grande fenomeno politico di Forza Italia, una idea che attirò molti tra i delusi del partitismo e molti autentici liberali le cui istanze, oggi, non trovano una adeguata risposta nell’attuale offerta politica”.

“Il Centro Destra è l’idea a cui tanti italiani hanno legato e legano tuttora la grande speranza di realizzare una vera rivoluzione contro l’oppressione fiscale, giudiziaria e burocratica.”, si legge nel manifesto sottoscritto da Ialongo. “Il popolo di centrodestra attende una nuova offerta, ma non ne vuole una moderata, non chiede che l’esistente sia gestito, ma che sia cambiato: un’Italia più libera e meno statalista, più spazio per le libere scelte personali, meno fisco, meno burocrazia, meno divieti, meno restrizioni e meno sprechi.”.

Come ha confermato anche Ialongo “Quella che gridiamo oggi è una vera e propria chiamata alle armi”. In particolare l’appello si rivolge a chi c’era nel 1994, l’anno di nascita di Forza Italia, a chi ha abbandonato il partito, a chi era troppo giovane o non era ancora nato, ai delusi. In definitiva, a chi ha ancora la speranza di poter ripartire da capo per ricostruire un centrodestra nuovo con lo spirito del 1994.

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