di Redazione – La notizia che l’Ue ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia a causa dei ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese viene commentata in modo amaro della Federlazio.
“Non sappiamo più se ridere o piangere per le ripetute inadempienze di cui lo Stato italiano si rende protagonista dinanzi all’Europa” scrive in una nota Giovanni Quintieri, Direttore Generale di Federlazio-Pmitalia.
Purtroppo, continua Quintieri, “l’obbligo previsto per le amministrazioni pubbliche di pagare i fornitori entro 30 giorni, è ancora lettera morta per lo Stato italiano” eppure è passato più di un anno dal recepimento della direttiva europea 2011/7/UE.
Si è arrivati ad una situazione in cui lo Stato per pagare la sanzione imposta dall’Unione Europea andrebbe a vanificare “gli eventuali “risparmi” eventualmente ottenuti dilazionando i pagamenti” spiega il direttore di Federlazio e continua “è proprio quanto uno Stato, che già vive le straordinarie difficoltà finanziarie che ben conosciamo, non dovrebbe fare. Mentre invece tutte le amministrazioni pubbliche dovrebbero adoperarsi al massimo delle loro forze per ottenere quelle economie da dirottare verso il pagamento dei debiti. E su questo fronte, purtroppo, sono stati fatti solo pochi timidi passi”.





