Il porto canale di Rio Martino doveva essere uno dei perni principali su cui far risorgere lo sviluppo economico del litorale pontino.

Ma la situazione in cui versa è sempre più allarmante.

I diportisti che possono contare solo questo accesso al mare sono esasperati.

La  chiusura del Mascarello, le cui sorti restano nei cassetti dell’amministrazione comunale di Latina, ha solo acuito disagi sempre più evidenti.

La stagione estiva è iniziata.

Il fondale è basso e le barche si incagliano nel tentativo di raggiungere lo sbocco al mare.

I danni sottolineano un’emergenza che passa anche, e non solo, per la fragilità delle uniche infrastrutture esistenti come la darsena che un giorno si e quello dopo pure si stacca dalla sponda.

Gli appelli ad intervenire mossi da diverse associazioni sono rimasti tutti inascoltati.

Un’intera economia, e il suo indotto, stanno morendo soffocati dalla totale inerzia.

Nel merito è intervenuta anche Anna Maria Pattaro della Flai Cgil.

“Abbiamo inviato un’ultima mail urgente al Comune di Latina, alla Provincia e all’assessorato all’agricoltura della Regione ma stiamo ancora aspettando. Non accettiamo il consiglio di andare ad ormeggiare nei porti limitrofi in attesa che qualcosa cambi. I nostri pescatori intendono rimanere ed utilizzare il porto canale di Rio Martino a difesa della loro dignità di lavoratori e dell’importante indotto tanto necessario – spiega la Pattaro – per il rilancio economico del territorio che amiamo e rispettiamo”.

Il bando per l’assegnazione della gestione degli approdi intanto è ancora in alto mare nonostante le rassicurazioni della Regione Lazio e il pressing costante della Provincia di Latina.

E l’opera, i cui cantieri sono andati avanti tra un salto ad ostacoli e l’altro, costata milioni di euro, è in balia dell’incertezza simbolo dell’incapacità di dare risposte in modo rapido e risolutivo ad uno sviluppo che a Latina proprio nel mare dovrebbe trovare la sua forza.