martedì 24 Maggio 2022

Rio Martino e pescatori ignorati dalla Regione. La Consulta dei Borghi non molla “Servono soluzioni”

Su Rio Martino resta un problema di competenze.

Per la Regione, infatti, quella che rappresenta un’infrastruttura fondamentale per il rilancio turistico e lo sviluppo del territorio pontino, è solo un canale.

Questo significa che per la Regione, a Rio Martino i pescatori non hanno motivo di esistere, e tantomeno la messa in sicurezza e manutenzione della foce che, in quanto canale, può espletare le sue funzioni della semplice fuoriuscita dell’acqua.

Per la Capitaneria di Porto è un porto, pertanto va messo in sicurezza, è stato accertato che alla foce ci sia un’altezza dell’acqua di circa 30-60 centimetri, e anche in questo modo i pescatori non possono utilizzarlo, quindi lavorare e provvedere al sostentamento delle loro famiglie spesso monoreddito (non lavorano da più di tre mesi), per le amministrazioni comunali è invece un Canale-Porto.

Ottenere una definizione certa per Rio Martino, secondo la Gervasi, comporta dei pro e dei contro.

Presenti tantissimi diportisti che hanno chiesto chiarezza sui tempi e sulle modalità, ai quali Medici ha proposto di recarsi direttamente in Provincia per seguire l’iter dell’intervento.

“Abbiamo iniziato il nostro percorso, vicini a tutte le realtà del territorio – interviene il presidente della Consulta dei borghi, Valentina Di Meo – con l’obiettivo di sostenere le persone intrappolate nelle problematiche delle competenze e della burocrazia, ieri sera a sostegno di quella che dovrebbe essere un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo della Marina ma anche della città, perchè dovremo entrare nell’ottica che Latina è una città di mare e con il clima del nostro territorio sarebbe possibile vivere il mare 12 mesi l’anno, tutto ciò purtroppo è rimasto “insabbiato” in un rimpallo di competenze”.

A quanto detto nella riunione del 31 ottobre la Provincia è pronta ad anticipare delle somme dalle proprie casse che forse toglierà alla viabilità e alle scuole ma è in attesa che la Regione, come preannunciato, impegni tale somma con decreto o determina che si impegna a restituirli alla Provincia. Si parla comunque di una parte della somma, non tutta quella scaturita dai preventivi effettuati.

Medici, Coletta e Gervasi hanno sottolineato che la responsabilità è della Regione che a sua volta dice di non avere competenza sull’opera.

Lunedì la Regione dovrebbe mettere nero su bianco, con atto formale, su questo passaggio dando la possibilità alla Provincia di intervenire.

Ma in chiusura tanta amarezza e molti dubbi soprattutto sulla tempistica, anche per quanto riguarda il ripascimento.

Il bando per l’assegnazione è ancora bloccato.

“Restiamo in attesa che il Comune convochi la commissione per la bonifica, fondamentale per il problema dell’inquinamento, vogliamo al più presto delle risposte certe. E non mancherà la nostra presenza in Provincia per accertarci che lunedì – conclude la De Meo – effettivamente si proceda per ottenere l’autorizzazione della Regione, perlomeno per permettere ai  pescatori di tornare a condurre una vita dignitosa. Ribadiamo il malfunzionamento della filiera politica fra Comune Provincia e Regione, se non dialogano tra loro adesso che sono dello stesso partito politico cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?”.

 

Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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