di Katiuscia Laneri – Il cambio di maggioranza va spiegato ai cittadini, ne sono convinti i gruppi consiliari della coalizione di centrodestra in Regione Lazio che in una nota fanno sapere: “Come avevamo previsto da tempo, l’accordo sotto traccia Pd-M5Stelle è stato ratificato alla Regione Lazio, l’appiattimento dei Pentastellati alla giunta Zingaretti è stato premiato –  riportano Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Energie per l’Italia -. Su un cambiamento di tale portata che varia gli equilibri alla Pisana non può bastare una conferenza stampa. Ora Zingaretti e Lombardi dovranno spiegare agli elettori come faranno a governare insieme e con quali programmi, dopo essersi candidati l’uno contro l’altra. Grave che su questa forzatura del responso delle urne non si avverta l’esigenza di tenere un dibattito politico in Consiglio Regionale, che è la casa dei cittadini laziali”.

Per Giancarlo Righini serve passaggio in aula: “Gli apriscatole con cui dovevano scoperchiare l’Aula de la Pisana li hanno messi nel cassetto, ora gli impavidi  Pentastellati preferiscono il risiko delle poltrone. Per ottenere qualche rimasuglio di potere in questo scorcio di legislatura accettano di fare da subalterni del Pd – scrive il consigliere regionale FdI -. Il voltafaccia è di quelli epocali, se pensiamo che ad entrare nella giunta del Lazio sono la leader Lombardi, candidata presidente contro Zingaretti quasi ad personam per la durezza degli attacchi che gli ha rivolto e la consigliera Corrado che ha riempito di esposti e denunce contro Zingaretti le procure di tutto il Lazio. Con questo asse, progettato da mesi nelle segrete stanze, meramente funzionale a fare massa critica di voti alle prossime votazioni comunali di Roma, fanno carta straccia della volontà degli elettori che li avevano votati perché in antitesi con il Partito Democratico. Ma soprattutto calpestano i fondamenti del sistema maggioritario, che prevede l’elezione diretta del Governatore e il popolo grillino non voleva certamente stare a braccetto con l’ex segretario dei Dem. Ora vediamo se avranno la decenza di rispettare almeno un passaggio istituzionale, accettando di venire a vergognarsi in Aula alla Pisana del loro tradimento”.

Sulla questione interviene anche il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, per il quale l’accordo di Palazzo offende i cittadini: “Ma non era il governatore Zingaretti a ribadire ‘mai con i 5 Stelle’? – dichiara in una nota il deputato di Fdi – L’ingresso di due esponenti del Movimento nella Giunta Pd alla Regione Lazio ha il sospetto di un’alleanza Frankestein. Un accordo di palazzo bello e buono, che ignora completamente il giudizio degli elettori scavalcando ogni principio democratico. Se i grillini e la sinistra vogliono stringere alleanze dovrebbero farlo prima e non dopo il voto, esponendosi al giudizio dei cittadini, come democrazia suggerirebbe e non durante la legislatura. Ma ormai Pd e 5 Stelle sono partiti di palazzo, ordiscono…”.