L'avvocato Silvia Siciliano

Sono stati condannati il tecnico della Asl di Latina Gianfranco Gardosi e il responsabile della Siram spa, Fabio Setteneri, per la morte di Francesco Trotto, rimasto bloccato nell’ascensore dell’ospedale Goretti di Latina e deceduto in seguito alle ferite riportate.

Si è concluso oggi il processo a carico dei due imputati, che rispondevano di morte come conseguenza di altro delitto, e anche di truffa e falso, davanti al giudice Laura Morselli. La sentenza è uscita poco prima delle 17. Gardosi è stato condannato ad un anno di reclusione e Settenero a 11 mesi. Condannati poi in solido con la Asl e la Siram al risarcimento in favore degli eredi della vittima, da quantificare in separato giudizio. Il giudice ha però disposto intanto una provvisionale esecutiva di 120mila euro complessivi per le 4 parti offese: la moglie e i tre figli di Trotto, assistiti dagli avvocati Silvia Siciliano e Monica Roccato. Riconosciuto anche il risarcimento alla Asl e alla Regione Lazio (assistita dall’avvocato Francesco Vasaturo), che nel procedimento si erano costituite parti civili.

Nel collegio difensivo, oltre all’avvocato Alessandro Paletta del foro di Latina per Gardosi, anche gli avvocati Daniela Schicci ed Elisa Scarolina sostituita dalla Populizzi, dello studio dell’ex ministro Paola Severino.

Secondo l’accusa i due imputati avrebbero attestato falsamente la manutenzione degli ascensori dell’ospedale Goretti, chiesta dall’Asl e questa era stata quindi pagata dalla Regione. In realtà non sarebbe stata effettuata o comunque non come prevedeva l’appalto: non sarebbero state inserite neanche le fotocellule necessarie ad evitare la chiusura improvvisa delle porte.

L’82enne Francesco Trotto rimase incastrato e poi cadde a terra, nell’ottobre del 2010. Dopo 15 giorni morì.