sabato 3 Dicembre 2022

Rifiuti tossici in provincia: la Procura di Roma apre un’inchiesta

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sui rifiuti tossici interrati dalla camorra tra le province di Latina e di Frosinone. Il fascicolo, che per il momento è stato aperto contro ignoti, è ancora e privo di ipotesi di reato, ma è stato aperto sulla base delle ultime dichiarazioni di Carmine Schiavone. Il pentito dei Casalesi aveva già rilasciato dichiarazioni che rivelavano l’interramento di fusti tossici provenienti dal nord Italia e dall’estero davanti alla Commissione bicamerale sulle Ecomafie, avviata nel ’97. Dichiarazioni che erano state secretate e che proprio recentemente, invece, sono tornate d’attualità dopo alcune interviste rilasciate, proprio da Schiavone, ad alcune emittenti televisive. Ad indagare, da piazzale Clodio, sono i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia. E mentre tutti sono impegnati a fare luce sulle dichiarazioni del pentito di camorra la questione dei rifiuti illegali torna prepotentemente d’attualità anche a Borgo Montello dove i comitati dei cittadini continuano a chiedere chiarezza sulla questione della falda acquifera che pare essere molto più inquinata di quanto si potesse immaginare. Si apprende, infatti, proprio in questi giorni che i dati ufficiali relativi ai prelievi effettuati a maggio scorso nella zona limitrofa ai tre invasi più vecchi della discarica sono in possesso dell’Arpa (l’agenzia regionale per l’Ambiente) che però non li ha ancora pubblicati. Immediata la risposta della Regione che precisa che i dati non sono ancora disponibili perché incompleti. Sarebbe, sempre a detta dell’ente regionale, in fase di elaborazione una integrazione di carattere geologico da parte di Ispra, grazie alla quale sarà possibile ottenere un dato aggiornato che sarà prontamente comunicato e messo on line.

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