Primo bilancio dell’azienda speciale dei rifiuti sull’attività di contrasto all’abbandono dei rifiuti.

La decisione di procedere sulla strada della repressione era stata assunta, e difesa, dal sindaco Coletta per tenere pulita la città ed educare i cittadini “sporcaccioni”.

Gli ispettori ambientali sono entrati in azione il 18 marzo.

In un mese, 30 giorni, le multe sono state 9.

L’importo totale delle sanzioni, ciascuna da 300 euro, è pari a 2700 euro.

“Le contravvenzioni sono scattate per non differenziazione dei materiali, spesso provenienti da fuori comune o provincia – spiegano – abbandono dei rifiuti fuori dai cassonetti e conferimento di materiale di attività commerciali”.

Le zone in cui i verbali sono fioccati sono quelli di Borgo Piave, Latina Scalo e Borgo San Michele.

Se la matematica non è un’opinione, i conti non tornano.

Gli ispettori erano stati messi in campo perchè, secondo Coletta & Co., a sporcare erano i cittadini.

Perfetto, ma su 126 mila residenti, 9 multe sono pari allo zero.

Latina, tuttavia, non risulta essere più pulita di un mese fa.

I cassonetti sono nelle stesse, pessime, condizioni.

Le aree su cui sono posizionati, complice anche l’arrivo del caldo, sempre più maleodoranti.

Inoltre stando il report fornito dall’azienda speciale, i cittadini di Latina sarebbero ligi al dovere che gli spetta per il buon conferimento.

Gli zozzoni verrebbero dall’esterno del territorio comunale.

Quindi?

Il cerino acceso torna nelle mani del sindaco Coletta.

L’alibi del cittadino che a sfregio lascia i rifiuti ovunque è caduto.

La responsabilità della città sporca è in capo all’amministrazione che, però, dice che Latina è pulita, almeno pù di prima.

Siamo al cortocircuito.

E si attende il prossimo provvedimento.