Rifiuti: la Regione evita il commissario, non la crisi

Rischia di avere il sapore della beffa e non della soluzione la decisione presa ieri, martedì 12 giugno, dal direttore Politiche ambientali e gestione dei Rifiuti della Regione Lazio, Flaminia Tosini. Questa, per evitare il commissariamento della Regione in tema di rifiuti (come richiesto dal Tar il 24 Aprile scorso) avrebbe infatti indicato due discariche dove il Tbm di Rida Ambiente potrà finalmente sversare i suoi scarti di lavorazione.
Il problema è che la soluzione trovata dalla Regione Lazio è ben più che temporanea e forse nemmeno immediatamente attuabile. Non è probabilmente un caso, infatti, che dalla società di Aprilia non sia ancora pervenuta ancora nessuna comunicazione ufficiale e fonti interne all’azienda abbiano fatto sapere che si stia valutando la decisione della Regione Lazio.

Perché se da una parte nella delibera in questione non è stata indicata alcuna tariffa in ingresso, dall’altra una delle due soluzione trovate è attualmente inutilizzabile. Stiamo parlando della discarica di Colleferro (Collefagiolara). Questa infatti avrebbe delle volumetrie disponibili ma negli invasi non si può lavorare a causa di alcune elettrodotti che andrebbero spostati, cosa però che non avviene da anni e che non è certo che avvenga entro il novembre di quest’anno, data indicata approssimativamente dalla Regione Lazio.

L’altra discarica, quella di Civitavecchia, infine, è praticamente colma e le 160mila tonnellate individuate servono solo a completare gli sversamenti e rischiano soprattutto di bastare al massimo per l’estate, soprattutto se la nuova boccata d’ossigeno permetterà all’azienda Rida Ambiente di ricevere ulteriori rifiuti da Roma stante la possibilità, prevista nelle autorizzazioni, di lavorare 150 mila tonnellate all’anno di rifiuti in più rispetto a quanto fatto sino ad oggi. C’è di più: la società che gestisce quella società avrebbe indicato nel proprio statuto il limite del 10% per i rifiuti provenienti da fuori Ato. In sostanza potrebbe non riuscire a incamerare, giornalmente, tutti gli scarti provenienti dal tbm di Aprilia (che pure rappresenta uno degli impianti più virtuosi in Italia producendo solo il 20% di scarti rispetto al rifiuto in entrata).

Sullo sfondo rimane la crisi di Roma: la Capitale di questa scelta non se ne fa alcunché. Gli impianti di Ama e quelli di Malagrotta continuano a essere insufficienti rispetto alla mole di rifiuti indifferenziati prodotti da cittadini e turisti ma soprattutto Roma non ha una discarica dove poter conferire (e in quella di Civitavecchia, come detto non c’è posto per tutti).

SHARE