martedì 31 Gennaio 2023

Rifiuti: la Procura di Roma chiede nuovo processo per Cerroni

Non c’è pace per Cerroni e per i rifiuti nella regione Lazio.

Mentre si attende che emerga dall’ombra dei cassetti della giunta regionale il nuovo piano rifiuti la battaglia continua a muoversi nelle aule dei tribunali.

La Procura di Roma ha, infatti, chiesto per Manlio Cerroni e per altre sei persone il rinvio a giudizio per il malfunzionamento, tra il 2006 e il 2013, di due impianti Tmb a Malagrotta da cui il consorzio avrebbe ricavato ingenti vantaggi economici, e per il tritovagliatore installato a Rocca Cencia nella primavera del 2013, in assenza di un’autorizzazione regionale, quando Roma e Provincia erano in piena emergenza rifiuti.

La decisione arriva a poco più di un mese dall’assoluzione di Cerroni nel processo per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti solidi e urbani a Roma e nel Lazio.

Alla base del rinvio a giudizio la contestazione di reati che vanno, a seconda delle posizioni, dalla gestione abusiva di rifiuti, all’abuso d’ufficio, alla frode in pubbliche forniture.

Nella vicenda parti offese sono la Regione Lazio, Roma Capitale e Ama spa.

Per quanto riguarda la mala gestione dei due Tmb di Malagrotta, il pubblico ministero Galanti nella sua richiesta di processo al giudice per l’udienza preliminare scrive che le percentuali delle frazioni in uscita dopo il trattamento del 50% dei rifiuti  indifferenziati prodotti da Roma (metalli, cdr, scarti e fos) erano “notevolmente difformi rispetto alla vigente normativa, e segnatamente al principio di gerarchia dei rifiuti che prevede il collocamento a dimora a discarica come ipotesi residuale nel ciclo dei rifiuti”, ma anche in relazione alle “migliori tecniche disponibili, al piano di gestione dei rifiuti della Regione Lazio e agli atti autorizzativi” dei due impianti Tmb.

Per quanto riguarda invece il tritovagliatore di Rocca Cencia la Procura contesterebbe, in particolare a Cerroni, e ad altre due persone, “attività continuative organizzate di gestione di ingenti quantitativi di rifiuti in assenza di autorizzazione e segnatamente l’attività di tritovagliatura dei rifiuti solidi urbani prodotti dal Comune di Roma all’interno dell’impianto sito in localià Rocca Cencia. Ed infatti, il gestore avrebbe dovuto presentare istanza (alla Regione Lazio) per il primo rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale, entro il 7 settembre 2014, per consentire all’Autorità competente di rilasciare l’Aia entro il 7 luglio 2015. Il Colari ha depositato presso i competenti uffici della Regione Lazio istanza di Autorizzazione integrata ambientale soltanto il 3 agosto 2015, ovvero 11 mesi dopo la scadenza fissata”.

CORRELATI

spot_img
spot_img