I siti di Borgo Montello a Latina e La Cogna ad Aprilia non devono essere presi in considerazione come possibili aree dove collocare impianti di ricezione o trattamento rifiuti.

Questa la posizione della Conferenza dei sindaci pontini che si è riunita questo pomeriggio in videoconferenza per affrontare la questione dell’individuazione dei siti dopo la sollecitazione dell’assessore regionale a decidere in tempi rapidi.

La richiesta dei primi cittadini Damiano Coletta e Antonio Terra, sostenuta anche dal sindaco di Bassiano Domenico Guidi e dal presidente della Provincia e sindaco di Pontina Carlo Medici, è stata recepita da tutti i colleghi e sarà comunicata alla Regione.

“Non dovranno – spiega il presidente Medici – essere presi in considerazioni i territori che hanno subìto danni enormi in termini ecologici e paesaggistici in epoche in cui non esistevano norme ed il conferimento dei rifiuti era indiscriminato”.

Nel corso della riunione i tecnici del settore Ambiente di via Costa hanno illustrato con numerose slides le aree potenzialmente adatte ad ospitare impianti sulla base delle norme regionali precisando anche i fattori escludenti quali la vicinanza a centri abitati, la presenza di zone a tutela integrale.

Di fatto, secondo i funzionari, l’area nord della provincia offre maggiori possibilità mentre il sud pontino ha più vincoli ma all’interno di alcune aree anche industriali è comunque possibile individuare siti idonei per lo stoccaggio del secco residuo non termovalorizzabile.

“Dobbiamo fare presto – ha sottolineato Terra – e rispondere alla Regione visto che ci sono ipotesi di ampliamento in campo. I due impianti più importanti del Lazio sono ad Aprilia, dobbiamo decidere per evitare che i privati avviino nuove situazioni”.

Il sindaco di Cori De Lillis e il presidente Medici hanno ribadito la necessità di tornare alle previsioni del piano provinciale del 2018 che prevede un impianto nell’area nord e uno nell’area sud.

“Dobbiamo essere noi a decidere – ha aggiunto Domenico Guidi – senza farci esautorare da altri organi nelle decisioni e mettere in campo un’azione forte”.

Pur non considerando perentorio il termine di 10 giorni fissato dalla Regione con la quale l’ente provinciale è in costante contatto ed ha mostrato non più di due settimana fa l’ingente lavoro messo in campo finora, già domani pomeriggio si riunirà nuovamente il Comitato ristretto dei sindaci per arrivare a definire una proposta che contempli un numero limitato di possibilità tra le tante individuate dal settore ambiente della Provincia che tutti i sindaci hanno ringraziato per il lavoro svolto finora.

“Troviamo una soluzione per la tutela del territorio – ha aggiunto Damiano Coletta – e mettiamo a verbale che Montello e La Cogna non vengano presi in considerazione”.

“La gestione dei rifiuti – ha concluso Carlo Medici – deve essere pubblica, per la semplice considerazione che vede la gestione del ciclo dei rifiuti area di interesse pubblico motivo per il quale tempo abbiamo avviato questo processo che non si è fermato dal punto di vista della operatività e che attende il varo di una legge regionale che consenta ai comuni di costituirsi in ATO. Un ente quest’ultimo che avrà il compito di trattare l’intero ciclo dei rifiuti a partire dagli impianti fino alla raccolta e che non avrà il solo scopo di individuare un sito per lo stoccaggio del secco residuo ma curare, come già avviene in tanti ambiti conosciuti in Italia che prima di noi hanno percorso questa strada preservando il territorio ed abbattendo notevolmente i costi complessivi di gestione”.