lunedì 17 Giugno 2024
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Rifiuti, chiesti 12 mln a Cerroni per danno erariale. Rida: “Disparità di trattamento: si rivaluti Paguro”

La Corte dei Conti, ha avanzato richiesta per 12 milioni di euro per danno erariale contestati al proprietario dell’ex discarica di Malagrotta Manlio Cerroni e a tre dirigenti regionali, Luca Fegatelli, Mario Marotta e Raniero De Filippis. La gestione dei rifiuti nel Lazio comincia a evidenziare le sue criticità e le sue crepe. E il commento di chi tenta di lavorare in modo diverso non si è fatto attendere.

“Siamo stati attaccati – ha detto infatti il patron della Rida Ambiente di Aprilia, Fabio Altissimi – perché portatori di interessi di parte. Ci hanno più volte tacciato di essere amici di rappresentanti di minoranze politiche e perciò contrari alle scelte della giunta Zingaretti. Hanno provato a smentirci sostenendo che fossimo solo un’azienda che si lamentava per qualche affare non andato in porto. Ancora una volta invece i giudici, questa volta contabili, confermano che – come andiamo dicendo da anni – il sistema dei rifiuti, nel Lazio, non è stato gestito con imparzialità e secondo criteri di efficienza”.

“Sono i giudici contabili, non Altissimi Fabio, a sostenere che le nostre tariffe fossero più convenienti e che i cittadini con Rida avrebbero risparmiato 271 mila euro. Ma oggi non possiamo compiacerci di questo visto che, a nostro modesto parere, incongruenze nella gestione dei rifiuti continuano ad evidenziarsi. Pensiamo a quanto accaduto con la questione romana, con la Regione Lazio che ha indicato al sindaco Raggi come unica soluzione il trasporto fuori regione dei rifiuti con la crisi risolta, almeno parzialmente, proprio da Rida Ambiente, che ha dovuto però stipulare un accordo direttamente con Ama nel silenzio generale della politica.

Pensiamo anche al silenzio della Regione che da anni continua a non rispondere a Rida Ambiente che chiede l’indicazione di un invaso dove conferire gli scarti di lavorazione. E a tal proposito pensiamo al progetto Paguro: bocciato dalla Regione Lazio, con comitati costituiti ad hoc e richiamati in conferenza di servizi anche se con sede distante decine e decine di chilometri dal luogo in cui sarebbe sorto l’invaso; bocciato senza prendere in considerazione i presidi ambientali che erano stati proposti e la bonifica di una discarica abusiva in zona la Cogna che sarebbe stata effettuata. Un no deciso, quello dei comitati e della politica locale, che non sembra riscontrarsi però per un altro impianto, il cui progetto è stato presentato, peraltro da un ex socio di Manlio Cerroni, per la zona di Casalazzara, nel quale non risulta si parli di presidi ambientali ma di un semplice brevetto e dove si utilizza una denominazione, quella di rifiuti innocui, che non esiste nel testo unico 152 del 2006, ossia la legge che regola la gestione dei rifiuti. Non dimentichiamoci infine della delibera di giunta 199/2016, quella che prevede, in casi di emergenza che la regione non sembra realmente impegnata ad evitare, l’ampliamento delle discariche esistenti”.

“Verrebbe da dire – ha concluso Altissimi – che l’applicazione della legge a volte è lenta ma alla fine il conto arriva. La gestione del sistema dei rifiuti continua ad avere aspetti che devono essere chiariti. Possiamo solo augurarci che questo venga fatto al più presto”.

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