Michele-Bernardini
Michele Bernardini

Tutti in corsa per entrare a far parte del nuovo consiglio di amministrazione di Ama, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Roma.

In Campidoglio sono arrivati circa 130 curriculum e, tra questi, spunta quello di Michele Bernardini, attuale direttore dell’azienda rifiuti di Ciampino ed ex amministratore di quelle di Latina.

Bernardini, era stato nominato, infatti, a dicembre 2017, direttore generale dell’Azienda Speciale per i rifiuti di Latina, Abc.

Esperienza complessa quella alla guida dell’Azienda dei rifiuti voluta dal sindaco Coletta e di breve durata considerato che, per questioni personali, Bernardini aveva, solo otto mesi dopo, ad agosto 2018 di lasciare l’incarico.

Tanti i nomi noti con cui Bernardini dovrà confrontarsi  a partire da Carlo Marconi, consulente Ama e già amministratore unico della Abbanoa, società pubblica per la gestione del servizio idrico integrato della Sardegna, e dirigente nelle aziende rifiuti di Napoli e Perugia.

E, dalla provincia di Latina, quello di Raphael Rossi, amministratore unico di Formia Rifiuti Zero, la partecipata che si occupa dei servizi di igiene urbana per i comuni di Formia e Ventotene.

E poi Giovanni Palasciano, amministratore della Multiservizi del Comune di Brindisi, Aldo Iacomelli, già presidente della Aamps di Livorno – revocato dal sindaco M5S Filippo Nogarin per il mancato appoggio sulla procedura di concordato.

Mentre scatta il toto nomi manca all’appello uno di quelli considerati più quotati, quello di Stefano Zaghis, ex portavoce del presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito.

La nuova governance di Ama, al di là di chi la comporrà, si troverà di fronte ad una sfida tutta in salita, segnata da disservizi, criticità legate alla gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti ed alla necessità, non più rinviabile di dare risposte chiare, in termini di servizi, ai cittadini.

L’ultima parola, comunque, spetta al sindaco Raggi, considerato che si tratta di incarico di tipo fiduciario.

E non si esclude una decisione altra rispetto alla rosa dei curriculum sul tavolo, ad oggi, della commissione ambiente.