Rifiuti, arrestati Valter Lozza e la direttrice regionale Tosini che è stata sospesa

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Sono stati arrestati questa mattina la direttrice regionale Flaminia Tosini, responsabile della Direzione Politiche ambientali e Ciclo dei rifiuti e l’imprenditore Valter Lozza. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e le accuse sono pesantissime, dalla corruzione alla concussione, fino alla turbata libertà nel procedimento della scelta del contraente.

“L’attività investigativa – hanno spiegato i militari del Noe di Roma – coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, ha avuto origine da un monitoraggio svolto sul ciclo integrato dei rifiuti urbani della Regione Lazio. Nel corso delle indagini è emerso un condizionamento di natura corruttiva di atti assunti dalla dirigente, che ha svolto un ruolo decisivo nella scalata societaria in seno alla Ngr Srl, società, in origine, controllata da altro imprenditore”. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe la discarica per i rifiuti inerti di Monte Carnevale, a nuovo sito di smaltimento dei rifiuti che arrivano dalla Capitale.

“Tale condizionamento ha inciso sul procedimento di rilascio dell’autorizzazione in favore della società per la realizzazione della nuova discarica di rifiuti solidi urbani di Roma in località Monte Carnevale – sempre secondo gli investigatori – La discarica insiste sul medesimo sito in precedenza già autorizzato quale discarica per rifiuti inerti ed è stata scelta quale nuovo sito di smaltimento dei rifiuti derivanti dal trattamento di Rsu della Capitale”.

”Si sono continuate ad aumentare le volumetrie senza senso nel Lazio – ha commentato a caldo la Lega in consiglio regionale del Lazio – a partire dai casi della Sep, di Pontinia, e della discarica sull’Ardeatina a Roma nonostante l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia, con il serio rischio di inquinamento delle falde acquifere.

Potremmo continuare sul sistema fallimentare dei rifiuti, su cui la Regione Lazio non intende né valorizzare il rifiuto, ad esempio utilizzando i termovalorizzatori di ultima generazione, né risolvere l’emergenza con la realizzazione di impianti pubblici, anzi ha chiuso quelli di Lazio Ambiente malgrado i milioni di euro buttati per il revamping.

Il presidente Nicola Zingaretti era a conoscenza di questo scempio e, oltre ad non aver ascoltato l’opposizione, dovrebbe dare forse qualche risposta ai contribuenti del Lazio, le cui scelte, insieme a quelle del sindaco Virginia Raggi, pesano come un macigno nei portafogli. Con buona pace dei grillini zingarettiani dell’ultima ora e del plauso dell’assessore Enrica Onorati al Dirigente regionale finito ai domiciliari sull’ambiente”.

“Abbiamo appreso dagli organi di stampa – hanno risposto dalla Regione Lazio – la notizia. Come previsto dal regolamento regionale, la dirigente è stata sospesa dal suo incarico in attesa di conoscere gli sviluppi dell’inchiesta avviata dalla Procura di Roma.

Esprimiamo fiducia nell’azione della magistratura, auspicando che si faccia rapidamente luce su questa vicenda, e rinnoviamo l’apprezzamento nei confronti della direttrice Tosini, che saprà chiarire la correttezza del suo operato nel rispetto delle proprie funzioni”.