martedì 16 Luglio 2024
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Rifiuti, a Latina gli impianti chiudono ma Roma non ne soffre. Rida: “I conti non tornano”

L’emergenza rifiuti nella provincia di Latina, con la Sep di Pontinia chiusa, Rida di Aprilia che smette di ricevere da Roma un altro sito a Terracina sequestrato, rischia di mandare in tilt anche la Capitale. Così non è però secondo l’assessore all’Ambiente Montanari che ha spiegato come a Roma la situazione è sotto controllo e sono stati trovati altri impianti dove conferire se Rida non è disponibile.

“Siamo felici di non aver creato alcun problema a Roma Capitale – ha risposto il patron di Rida, Fabio Altissimi, alle parole dell’assessore – e d’altronde non era il nostro intento, ma Montanari ci dovrebbe spiegare alcune cose, perché qui i conti non tornano”.

“Siamo rimasti volutamente in silenzio – ha spiegato Altissimi – per capire cosa sarebbe accaduto, ora vogliamo porre delle domande. Noi non abbiamo deciso di chiudere le porte ai rifiuti capitolini per capriccio. Semplicemente siamo abituati a operare nella legge e non a qualsiasi condizione. Se la Regione Lazio non ci indica dove poter conferire quel poco di rifiuto che il nostro processo all’avanguardia produce noi siamo costretti a bloccare quei rifiuti. Certo ci risulta difficile capire come solo noi abbiamo di questi problemi, almeno che la soluzione non sia ancora una volta traghettare i rifiuti fuori regione. Di certo noi non accettiamo di lavorare con i tritovagliatori, sminuzzatori di rifiuti che espongono ancora una volta il Lazio a una infrazione dell’Unione Europea. Eppure sono proprio questi impianti sui quali pare puntare la Regione Lazio. D’altronde è l’ente guidato da Nicola Zingaretti  e dal Pd che li autorizza e che ha consigliato a Roma Capitale di usufruire anche di quello di Ostia. Certo non capiamo perché da una parte si spinga su questi impianti e dall’altra non se ne parli paventando la risoluzione di tutti i problemi. Anche perché, ci teniamo a ricordarlo, il tritovagliatore non tratta il rifiuto, lo sminuzza e poi getta tutto in discarica. Discariche che nel Lazio, però, mancano, almeno di non voler ampliare quelle esistenti in caso di fabbisogno come suggerito dalla delibera 199/2006 varata dalla stessa giunta Pd. Di certo basterebbe autorizzarne un altro, di tritovagliatore, magari a Pontinia Ambiente che ne ha fatto richiesta, per poter fare a meno di tutti gli impianti Tmb del Lazio. Un affare per chi gestisce le discariche, forse però un problema in più da spiegare all’Unione europea”.

“E’ sorprendente – ha detto poi il patron di Rida sulla gestione dell’impasse dei rifiuti di Roma da conferire in altri impianti – come di fronte alle crisi l’uomo si ingegni. Meno logico è il perché queste soluzioni vengano trovate solo in alcune circostanze. Il presidente Ama Lorenzo Bagnacani, in un incontro pubblico, ha dichiarato di aver individuato già dieci impianti in grado di ricevere i rifiuti che non vengono più inviati a Rida Ambiente. Eppure non sono lontani i tempi in cui un semplice rallentamento della funzionalità degli impianti di Malagrotta, che lavora il 10% del rifiuto prodotto dalla Capitale, provocarono una vera e propria emergenza con Roma invasa dai rifiuti. I conti davvero non tornano. Di certo ci troviamo in una condizione sempre più paradossale, dove impianti all’avanguardia sono costretti a limitare al minimo la loro produzione a causa dello stallo istituzionale e con i cittadini costretti a pagare tasse sempre più alte a causa di rifiuti che viaggiano per centinaia di chilometri prima di essere lavorati”.

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