domenica 4 Dicembre 2022

Rida Ambiente, l’Arpa preleva i campioni. Intanto i cittadini pagheranno di più

L’Arpa Lazio si è presentata ieri presso la Rida Ambiente di Aprilia per prelevare i campioni dei rifiuti in contraddittorio come aveva ordinato il Tribunale amministrativo. E questa mattina si è svolta l’udienza del Tar del Lazio, presso la sezione di Roma, relativa proprio al contenzioso tra la Rida Ambiente e la Regione Lazio. Ovviamente per avere i risultati degli esami ci vorranno giorni. Gli avvocati di Rida hanno chiesto di confermare il decreto cautelare del primo luglio in modo da consentire il completamento degli esami prescritti e di rinviare l’udienza al primo agosto in modo che il collegio possa acquisire, prima della camera di consiglio, gli esiti delle analisi.

I tecnici dell’Arpa Lazio, affiancati questa volta da quelli dell’Università di Bari, chiamati dall’azienda per verificare che i campioni fossero effettuati nel modo più adeguato, sono stati al lavoro circa dieci ore. In un secondo momento l’Arpa comunicherà l’inizio degli esami ai quali anche i tecnici della società hanno il diritto di assistere.

“Purtroppo ci hanno avvertito solo sabato sera alle 18.50, arrivando in azienda poco dopo le  11.30 di lunedì e chiudendo i verbali alle 21.40 – ha spiegato l’amministratore di Rida Fabio Altissimi – quindi non possediamo i dati che oggi avrebbero dovuto essere prodotti in udienza al Tar. Tutto slitta ancora ma continuiamo a confidare nella legge e nei tribunali per ripristinare i contratti in essere con i Comuni clienti che ci hanno assistito e gratificato, anche a mezzo stampa, per il nostro impegno che dura da qualche decennio. Mi auguro quindi che i sindaci che non si sentono condizionati da altre politiche possano presto riprendere i conferimenti all’impianto Rida”.

“Io ho la sensazione – ha concluso il patron di Rida –  che a qualcuno non dispiacerebbe fermare la nostra azienda e dirottare i nostri contratti (con l’organico è già avvenuto) su altre aziende. Ora però saranno il Tar e l’autorità giudiziaria a valutare l’esito dei nuovi controlli che, così come abbiamo da subito richiesto, sono stati finalmente disposti. Se Rida ha inquinato per 26 anni è giusto che chiuda, se ha sbagliato è giusto che paghi ma se sta nel giusto allora che ci lascino lavorare, nella speranza che la Regione Lazio rivolga magari altrettanta attenzione anche agli altri impianti attivi nel territorio, in alcuni casi, da più di cinquant’anni. Un dato è certo e credo se ne debba tener conto: visti i nostri costi di conferimento, in sei anni la Rida Ambiente ha fatto risparmiare ai contribuenti 105 milioni di euro”.

Intanto si attende il provvedimento del Tar per capire come procedere per risolvere la diatriba che ha costretto la società a bloccare la ricezione dei rifiuti biodegradabili dopo 16 anni nei quali se ne è sempre occupata. “Ora quel tipo particolare di rifiuto – ha detto Altissimi –, l’umido non nobile per intenderci, è conferito presso la Sep, il sito di Pontinia, dove si pagano, per lo smaltimento, 115 euro a tonnellata, rispetto ai 92 euro chiesti da Rida. Una decisione che costerà ai cittadini, soltanto fino alla fine dell’anno, un milione e mezzo di euro in più rispetto al previsto”.

Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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