lunedì 22 Aprile 2024
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Riccardo Muti lascia il teatro dell’Opera, una sconfitta per Roma e per la politica

di Francesco Miscioscia – Il maestro Riccardo Muti non dirigerà l’Aida e Le nozze di Figaro, in programma al Teatro dell’Opera per la prossima stagione. Causa dell’abbandono l’assenza di “condizioni per poter garantire quella serenità necessaria al buon esito delle rappresentazioni”.

Il riferimento è, neanche troppo celato, alle manifestazioni di protesta e agli scioperi che hanno condizionato l’attività dell’Opera negli ultimi mesi con grossi disagi per chi aveva già acquistato biglietti e abbonamenti.

Tanti sono stati i tagli alla cultura, apportati dai vari governi che si sono succeduti in questi anni, che hanno scatenato la reazione da parte di rappresentanti dei sindacati. Spesso si è andato oltre le righe, con rappresaglie esagerate, come quella in occasione della prima dell’Ernani, che non è piaciuta affatto, nei modi, al Maestro.

Muti, che negli ultimi sei anni ha contribuito non poco a rilanciate l’Opera di Roma, dal canto suo, si è sempre mostrato contrario ai continui tagli al settore, spesso esternando il suo pensiero pubblicamente. Ha però preferito sempre tenersi lontano dalle polemiche.

Il sindaco Ignazio Marino e il sovrintendente Carlo Fuortes, nel commentare la gravità della decisione del Direttore d’orchestra, puntano il dito contro i sindacati. Ma l’amministrazione e la politica locale, che tra le altre cose ha anche il compito di fare da mediatore in questo tipo di situazioni cosa ha fatto? Il primo cittadino, che è anche presidente del Cda del Teatro dell’Opera, in che modo ha provato ad evitare questo shock? Anche la Regione, data l’importanza del ruolo che ricopre il Teatro nella cultura non solo capitolina, avrebbe potuto fare di più.

D’accordo con Pierferdinando Casini, possiamo definire l’abbandono di Muti “una catastrofica sconfitta per la città”. L’auspicio è che il Ministro Dario Franceschini possa farsi carico dell’opera di mediazione che è fin qui mancata e tentare di far cambiare idea al Maestro, se non per l’Aida, in programma a novembre (troppo poco il tempo), almeno per Le Nozze di Figaro, in calendario a maggio.

Da Marketicando

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