di Redazione – E’ arrivata poco prima dell’una di notte la fiducia del Senato al governo di Matteo Renzi: 169 voti favorevoli, 139 contrari su 308 votanti. La maggioranza c’è, quindi, seppur risicata, Letta, dopo l’abbandono di Forza Italia, ottenne 173 voti a favore: Renzi ne ha quattro in meno.
Subito nel pomeriggio la prova della Camera, dove i consensi dovrebbero essere più generosi. Renzi ripeterà il suo discorso focalizzato su tre priorità: sblocco dei debiti della PA, la costituzione di un fondo di garanzia per le pmi, la riduzione del cuneo discale.
“Questo è il tempo del coraggio, che non esclude nessuno e non lascia alibi a nessuno” ha detto il neopremier al Senato, dove Renzi non ha nemmeno l’età per entrare. “Ma noi – ha detto – siamo qui non per inseguire un record anagrafico o per allungare il curriculum; siamo qui per parlare un linguaggio di franchezza”. Un noi che poi si trasforma in prima persona singolare “Se questa sfida la perderemo, la colpa sarà mia”.





