Si affievolisce l’ipotesi per un ingresso nella giunta regionale del consigliere pontino Enrico Forte del Pd.

L’ambizione dell’esponente dem non troverebbe spazio nelle manovre di queste ore per ripianare il vuoto lasciato dagli assessori nominati sottosegretari del nuovo governo giallorosso, Lorenza Bonaccorsi e Gianpaolo Manzella.

Il presidente Nicola Zingaretti deve sciogliere un nodo fondamentale, alla luce dell’accordo Pd-M5S che ha dato vita al Conte bis e delle possibili future alleanze elettorali tra i due partiti: procedere in Regione con assessori dem, di massima fiducia, o aprire ad un rimpasto a cinque stelle? Un dilemma di non poco conto.

Il fatto è che un sostegno alla maggioranza di Zingaretti serve come l’aria dall’inizio del suo secondo mandato e il cambio dello scenario politico-nazionale, concretizzatosi con l’alleanza governativa giallorossa, darebbe una facile soluzione al problema. Ma come spesso accade, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Un “inciucio” Pd-M5s alla Regione quanto può durare? L’incognita spaventa un po’ tutti. Pare che i cinquestelle, difronte a ipotesi di rimpasto di giunta, abbiano già detto “no grazie”. Un diniego apparso solo dietro le quinte e che darebbe spazio a Zingaretti di rinnovare la giunta con due fedelissimi.

Forte, sponsorizzato nei giorni scorsi da alcune associazione di categoria – di peso a Roma – non rientrerebbe in questa categoria, né appare probabile che un altro pontino dem possa trovare spazio nella giunta regionale.

E il toto assessori è appena iniziato.

Per ora la kermesse è interamente dedicata ai nuovi sottosegretari, Boccaccini alla Cultura e Manzella al Mise con delega all’Energia.