domenica 29 Gennaio 2023

Regionali, Procaccini a disposizione ma… “la mia non è un’auto candidatura”

Nicola Procaccini è a disposizione per un’eventuale candidatura alla guida della Regione Lazio, “se lo chiede la Meloni” ma l’Eurodeputato di Fratelli d’Italia, che si occupa di Energia, Migrazione e Ambiente, non si sta autocandidando.
Anzi. Gli impegni in Europa sono seri e di primo piano ma essere a disposizione per la Regione è un atto dovuto per ogni dirigente di Fratelli d’Italia, soprattutto per chi, come Procaccini, è stato Sindaco e sa cosa vuol dire guidare una comunità.
Ma che la Meloni lo chieda non sembra, al momento, probabile.
Qual è – chiediamo a Procaccini – un nome probabile per la Regione?
“Credo che sia normale che il nome arrivi da Fratelli d’Italia, ma deve essere comunque una scelta condivisa. Fortunatamente il governo nazionale è un collante che spinge alla condivisione in tutti i comuni e in tutte le Regioni dove si vota. Una volta che si sottoscrive un patto di governo nazionale a cascata in tutti gli Enti sottostanti deve essere proposta una coalizione unita, questa è l’unica condizione, poi di nomi ce ne sono tanti, tutti validi”.
Il centrosinistra ha fatto il nome di D’Amato, ma la coalizione per ora è spaccata…
“L’unico candidato in corsa ha una coalizione frazionata  – spiega – è chiaro che questa situazione per noi è ottimale, ma alle volte anche stare insieme è un problema. Anche se trovano un accordo infatti, la realtà è che nel campo del centrosinistra si odiano persino più di quanto sono ostili con il centrodestra. Ci sono distanze siderali da un punto di vista elettorale e politico, i cartelli elettorali lasciano il tempo che trovano… mi fa ridere quando si vogliono unire i dati e i numeri sulla carta. Non funzionano le analisi politiche con le somme dei risultati i voti si prendono anche in ragione della propria identità politica se la si annacqua cedendo a compromesse il consenso si perde. Gli accordi sui numeri e non sui programmi e l’unità di intento non reggono mai alla prova del Governo. Anche se dovessero ritrovare unità questa è una stagione in cui il centrodestra ha obiettivamente carte migliori”.
In Europa si occupa di questioni delicatissime, come l’Energie… come sta andando?
“Sull’energia in Europa si sta facendo ben poco, l’Unione sembra incapace di prendere una decisione unitaria. Se 6 o7 mesi fa si fosse messo un tetto al testo del gas o si fosse disaccoppiato il costo del gas e della luce non avremmo assistito ai picchi di prezzo che hanno colpito famiglie e imprese. L’Europa dovrebbe fare meno e fare meglio. Non dovrebbe pensare alle spiagge ma certamente dovrebbe essere più incisiva sul tema energia. Sono pessimista sulle possibili soluzioni, sembra che Germania e Olanda e il nord Europa non consentiranno di raggiungere risultati apprezzabili e l’Italia dove andare da sola, e dovrà incrementare la sua produzione di energia senza limitarsi a comprarla. Il futuro è nelle rinnovabili, ma per ora dobbiamo puntare anche sul gas con i nostri giacimenti nazionali”.
Infine uno sguardo al dramma dell’immigrazione e alle tensioni in Europa…
“Per quello che riguarda il problema dell’Immigrazione come coordinatore dei conservatori Europei, mi sono occupato del Patto sull’immigrazione è in realtà – spiega Procaccini – per me è peggiorativo del vecchio patto. Tra i Paesi di primo ingresso come Italia, Grecia e Malta e quelli di secondo accesso come Francia e Germani c’è un attrito irrisolvibile, visto che i secondo vogliono abbandonare chi accoglie pensando di pararsi dall’immigrazione e peggiorando il quadro delle regole. Ed è per questo che Francia e Italia discutono, nessuno in Europa ha intenzione di dividere il peso dei flussi migratori. Studiare degli hotspot con ingressi regolari e verifiche alla partenza potrebbe essere la soluzione per evitare morti in mare e per dare sicurezza e studiare l’integrazione per chi arriva con le carte in regola”.

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