reddito di cittadinanza

Doveva essere la cura per tutti i mali.

Lo strumento per sostenere i cittadini nella ricarca di un posto di lavoro.

La strategia per ridurre il fenomeno della povertà dilagante nel nostro Paese.

Ma il Reddito di cittadinanza, che tanto ha contribuito a far vincere le elezioni ai 5 Stelle e che tanta propaganda ha assicurato alla Lega rischia di diventare sempre più piccolo.

La platea si restringe.

I possibili aventi diritto si dimezzano.

I paletti aumentano a dismisura.

Il tutto con una serie di emendamenti che, a partire dalla lega di Salvini, si stanno presentando al cosiddetto “Decretone” con il quale, in sostanza, si raddrizza il tiro di un provvedimento con qualche luce ma anche tante ombre.

La prima riguarda l’impreparazione, sotto il profilo formativo e di organico, dei Centri per l’impiego per la cui riforma, rispetto alla manovra approvata in dicembre, saranno tagliati anche i fondi previsti come avverte Cristina Grieco, coordinatrice degli assessori regionali al lavoro che, in audizione alla bicamerale per gli affari regionali, ha detto senza mezzi termini: “In Manovra si prevedevano investimenti fino a un miliardo, ora sono previsti 480 milioni per il 2019 e 420 per il 2020”.

A questo si aggiungono una serie di “limiti”, proposti poprio dalla Lega in Senato.

Un anno di servizio civile obbligatorio per i richiedenti il reddito di cittadinanza che abbiano tra i 18 ed i 28 anni. Lo prevede un emendamento al “Decretone” presentato dalla Lega in commissione al Senato. La norma si applica a chi non abbia già svolto il servizio civile universale e richiede una “presenza media settimanale di 25 ore”.

La gestione del servizio civile obbligatorio viene delegata dal dipartimento per i Giovani alle Regioni, mentre ai centri per l’impiego spetta il controllo.

Luci puntate su chi divorzia e poi chiede il reddito di cittadinanza

Se la separazione o il divorzio è avvenuto dopo il primo settembre 2018, gli ex coniugi che facciano domanda di reddito di cittadinanza devono certificare di non risiedere più nella stessa casa con tanto di  verbale della polizia municipale”.

Obiettivo: limitare le frodi di chi chiede il reddito di cittadinanza fingendo la separazione o il divorzio pur continuando a vivere nella stessa casa.

Reddito sì ma solo per chi ha lavorato almeno 2 anni

L’emendamento prevede come requisito per beneficiare del reddito che almeno uno dei componenti del nucleo familiare abbia corrisposto, nei dieci anni precedenti, imposte e contributi da lavoro, in un qualsiasi importo e per almeno 24 mesi, anche non continuativi.

Servizio civile obbligatorio

Un anno di servizio civile obbligatorio, con una media di 25 ore settimanali, per chi, tra i 18 ed i 28 anni, faccia richiesta del reddito.

Aumento della burocrazia

Un altro emendamento chiede che ogni mese arrivi all’Inps l’attestato dell’adempimento degli obblighi prima dell’accredito mensile del reddito.

Limiti all’acesso degli stranieri

Una delle proposte di modifica presentate esclude la possibilità che per chiedere il reddito sia sufficiente la presenza di un familiare in possesso di un permesso di soggiorno mentre un altro emendamento stabilisce l’obbligo di certificazione, tradotta in italiano, della composizione del nucleo.

I cittadini fanno prima a mettersi le gambe in spalla e andare a Lourdes a pregare di trovare un lavoro.