Ragazzi con sindrome down al lavoro con un sorriso, la sfida dell’Happy bar di Formia

Si chiamano Fabrizia, Francesco, Vittorio, Daniele e Carlo. Ciò che li unisce, oltre a quel cromosoma in più, è la voglia di confrontarsi con il mondo, senza barriere e pregiudizi.

Sono loro i protagonisti dell’unico locale nel sud pontino, gestito da giovani con sindrome di down.

Portano con sé sempre un sorriso e un grande senso di responsabilità, che non abbandonano mai. Tra un caffè, un aperitivo servito ai tavoli cercano di soddisfare le esigenze dei clienti. Di coloro che vogliono concedersi un momento di relax presso l’Happy bar, nella villa comunale Umberto I di Formia.

Un progetto di integrazione sociale fortemente voluto dall’ex amministrazione Bartolomeo, che continua ad andare avanti nonostante qualche difficoltà.

Inaugurato il 10 giugno del 2017, dopo la vittoria del bando di gara da parte della cooperativa “Down at work”, l’Happy bar è riuscito a garantire l’apertura tutto l’anno.

Grazie soprattutto ai genitori dei ragazzi, membri della stessa associazione, che quotidianamente si impegnano, pur di regalare ai loro figli attimi di felicità. Oltre a pagare un affitto mensile per il mantenimento della struttura di proprietà del Comune, coordinano il rapporto con i fornitori e retribuiscono i ragazzi.

I giovani baristi, regolarmente assunti, hanno partecipato a un corso di caffetteria, offerto dall’Istituto Alberghiero “Angelo Celletti” di Formia. Svolgono ogni attività in maniera autonoma e sotto l’occhio vigile di due volontarie, traendo da questa esperienza molto di più di quello che pensavano.

Come Fabrizia che racconta, con voce timida, di aver trovato l’amore proprio all’Happy bar. Il suo sogno è di diventare un’attrice televisiva.

Non sono mancati gli aiuti ricevuti nel corso del tempo. A partire dal “Rotary Club Formia-Gaeta” per l’allestimento dei tendoni esterni, fino alla Confcommercio Lazio sud per l’installazione di un sistema di videosorveglianza.

Altrettanto numerose le iniziative organizzate in collaborazione con l’Happy bar: la settimana del libro, il book sharing, l’incontro con gli alunni di due Istituti scolastici di Aprilia e Terracina, l’alternanza scuola-lavoro con 25 studenti del Liceo “Cicerone-Pollione” di Formia, il concerto di beneficenza a Natale, nel 2018 la maratona di Cassino “Corriamo intorno all’abbazia”.

E oggi, in occasione della giornata mondiale della sindrome di down, l’appuntamento con le classi elementari della “De Amicis” di Formia tramite l’associazione “Ernesto” di Gaeta.

Tanto c’è ancora da lavorare per migliorare e ingrandire una realtà da cui imparare sicuramente qualcosa. Ma, al di là di alcune richieste che potrebbero rendere più accogliente l’Happy bar (l’illuminazione o uno spazio adibito alla gelateria), è il coraggio e la forza di volontà dei genitori che va premiato.

“Siamo la prova di cosa significa crescere un figlio con sindrome di down – ha dichiarato Sabino Ciccolella, presidente della cooperativa ‘Down at work’ – Di ciò che erano, di ciò che fanno e di ciò che saranno”.

 

Francesca De Meo
Francesca De Meo
Laureata in Letteratura, scrittura, editoria all'Università degli Studi di Roma La Sapienza, ha fin da piccola coltivato il sogno di fare del giornalismo una professione seria e attenta alle dinamiche della società.

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