Quota 100 ha trovato ampia adesione in provincia di Latina.

Si tratta della misura cardine della legge di bilancio 2019 introdotta per contrastare gli effetti della cosiddetta riforma Fornero.

Quota 100 consente in estrema sintesi l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per tutti coloro che hanno almeno 38 anni di contributi ed un’età anagrafica minima di 62 anni.

1306 sono le persone che nel nostro territorio hanno deciso di sfruttare questa possibilità.

Prima di Latina, stando i dati elaborati dalla Uil, nel Lazio c’è Roma con quasi undicimila domande e poi Frosinone con 1743.

Seguono staccate Viterbo con 907 e Rieti con 447.

“Allargando lo sguardo a tutto il Paese – spiega Luigi Garullo, segretario generale della Uil di Latina  – ci accorgiamo che delle 142.179 domande complessivamente presentate, 105.078 sono state inoltrate dagli uomini, soltanto 37.101 quelle consegnate dalle donne. Una disparità che conferma quanto sosteniamo da tempo, ovvero che Quota 100 è poco rosa perché le donne hanno carriere lavorative discontinue e quindi un’anzianità contributiva media più bassa”.

Altro aspetto che emerge è che ci sono categorie penalizzate come, ad esempio, i coltivatori diretti e ai mezzadri.

Da questi ultimi, infatti, sono giunte all’Inps soltanto 2.883 richieste.

Dai commercianti invece 119.655 adesioni.

Il numero cresce notevolmente se si considerano i lavoratori dipendenti che arrivano a 51.644.

“E’ chiaro – conclude Garullo – che Quota 100 ha le sue criticità. Com’è altrettanto chiaro che su questa misura servono dei correttivi, così come servono dei correttivi al Reddito di cittadinanza. Ma soprattutto è necessario affrontare anche il tema delle future pensioni dei giovani, delle donne e della piena rivalutazione di quelle attuali, in un contesto generale del paese che da troppi anni ha visto una progressiva perdita di potere di acquisto di stipendi e pensioni che si è sentito in particolar modo nelle fasce di reddito più deboli ”.