E non ci fidiamo più, non ci fidiamo di un monte di parole che non ha neanche un lontano incontro con il vero. Il Consiglio di Stato boccia la gara per la nuova Pontina, mi aspettavo attenzione, preoccupazione, domande da parte delle persone. Invece niente, c’è rassegnazione, c’è la consapevolezza che le cose vanno così, come vanno, senza infamia e senza lode. Senza speranza, credo questo sia il nodo di questo tempo. Abbiamo pubblicato una lettera di un lettore deluso del sindaco Damiano Coletta, lo hanno seguito e letto in migliaia, perché in quella delusione si ritrovavano, molti meno hanno trovato “notizia” la morte della Pontina perché da tempo non la consideravano “partoribile”. Hanno sperato nel civismo, ma anche lì hanno ritrovato il “faremo” e “e’ colpa”, e non solo non abbiamo strade ma neanche palestre dove sfidare il mondo e teatri dove capirlo nel profondo.

Siamo orfani di speranze, figli di delusioni che a pensarci oggi non meritavano illusioni. Siamo come la Pontina, una strada che resta che fu anche gloriosa ma oggi è sporca, stanca, triste. Era la strada che portava da Roma al futuro, oggi è il passo quasi fermo che porta dalla decadenza romana alla sua periferia. E’ volgare.