Gli studenti del Cpia alla mostra L'olio delle colline

Che alla fine se vai a fare i conti, rispetto agli investimenti c’è una sproporzione evidente.

Ma non è questo il punto, il risultato vero è stato quello di costruire una strada, ben asfaltata, tanto per rimanere in tema attuale e lanciarsi agevolmente in una serie di metafore con il qui e ora del mondo pontino.

Era la fine degli anni ’90 – che coincideva in parte con la fine del mondo grazie all’imminente millennium bug – e con il Giubileo del 2000 dovevano arrivare pellegrini in numero così strabordante che Roma non li avrebbe contenuti, ne sarebbero avanzati tali e tanti da riversarsi in terra pontina e lepina, notoriamente ben collegata con la Capitale, con un servizio efficiente di treni e pullman, puntuali e confortevoli.

Seguirono convegni e tavole rotonde. Occorreva una cabina di regia, fu messa in campo la migliore materia grigia della provincia che si produsse in una serie di brainstorming. I convegni, le tavole rotonde e i brainstorming erano seguiti da una conferenza stampa, alla quale seguiva un buffet strategico, al quale era affidato il compito di convincere i giornalisti intervenuti che il territorio pontino non solo era collegato benissimo con la capitale, ma che era pieno di risorse pronte per essere offerte a legioni di turisti che rappresentavano il futuro dell’economia in provincia di Latina. Insieme all’agroalimentare. E al chimico farmaceutico.

Iniziamo dal chimico farmaceutico: de profundis recitato. Amen.

Turismo? Meglio di no, i turisti sporcano, inquinano e si portano anche l’acqua da casa.
Agroalimentare? Parliamone.

In quegli di anni di crapula la crisi era lontana e sembrava esserlo per sempre, nonostante le sciagure mondiali non mancassero. Ma qui, tra la palude e la collina, in questa terra dimenticata e generosa, qualcuno iniziava a crederci. Iniziava a credere in quell’olio di oliva così profumato, diverso da quelli blasonati e famosi. Buonissimo a patto che si evitino i “mischietti”, cioè quelle alchimie per cui da un litro di olio di oliva ce ne tiri fuori due se non tre, allungandolo con olio di semi.

E qualcuno ebbe successo, e altri lo seguirono. E poi venne il vino, e a caduta il pane. E i biscotti. E i salumi. E la mozzarella.

Parole come filiera e tracciabilità all’inizio facevano lo stesso effetto di “esci il cane” e poi sono diventate reali.

Questo fine settimana a Latina, a Palazzo M, si è tenuta una manifestazione “L’olio delle colline” ed è stato bello vedere che una realtà come la Capol – centro assaggiatori produzioni olivicole Latina – ancora esiste. E che i convegni, le tavole rotonde e i brainstorming si fanno ancora e che nel frattempo sono nate attività produttive e commerciali.

Degli anni della crapula questo è rimasto ed è moltissimo.

Che, tornando all’inizio, se vai a fare i conti, rispetto agli investimenti, parlo dei fondi pubblici utilizzati per sostenere la convinzione che si potesse fare, che si potesse produrre e commercializzare l’eccellenza, c’è una sproporzione evidente.

Ma è stata costruita una strada, una buona strada. Piena di buche, a guardare bene tra regolamenti incomprensibili, trasporti inaccettabili, pubblica amministrazione imbambolata e giustizia paralizzata.

Però si va avanti, nonostante la stessa identica terra che si rende più bella con il proprio lavoro sia ingrata con tutto il resto. Si va avanti e per il fine settimana ci si mette l’abito buono per andare alla mostra.

Questi i vincitori delle varie sezioni in gara:

Premio Speciale “L’Olio delle Colline” 2019. Az. Agr. Iannotta Lucia (Sonnino).
CATEGORIA AZIENDA. Fruttato “INTENSO”. 1. Az. Agr. Iannotta Lucia (Sonnino). 2. Az. Agr. Rossetti Sergio (Sonnino). 3. Mater Olea Srl (Prossedi). Fruttato “MEDIO”. 1. Az. Agr. Cosmo Di Russo (Gaeta). 2. Az. Agr. Paola Orsini (Priverno). 3. Az. Agr. Tomei Claudio (Maenza). Fruttato “LEGGERO”. 1. Az. La Rocca Giuseppe (Sperlonga). 2. Az. Panetti Franco (Maenza). 3. Az. Agr. De Cave Angelo (Cori).

CATEGORIA OLIVICOLTORE. Fruttato “INTENSO”. 1. Gianfelice Anna (Sonnino). Fruttato “MEDIO”. 1. Loccia Anna (Maenza). 2. Iannotta Luciano (Sonnino). 3. Tomei Antonio (Maenza). Fruttato “LEGGERO”. 1. Fidaleo Andrea (Fondi). 2. Guglietta Rita (Lenola). 3. Ianniello Antonio (Castelforte).

Menzione Speciale “Olio Biologico”. 1. Az. Agr. Paola Orsini Bio (Priverno). 2. Az. Agr. La Tenuta dei Ricordi (Lenola). Menzione Speciale “Migliore Confezione ed Etichetta”. 1. Az. Genesio Mancini (Itri). 2. Az. Pietrapinta (Cori).

Premio Oliva da mensa “Gaeta DOP”. 1. Az. Agr. Casino Re di Coletta Filomena (Sonnino). 2. Oscar Soc. Cooperativa Agricola (Rocca Massima). 3. Genesio Mancini Srl (Itri). Premio Oliva da mensa “Itrana Bianca”. 1. Soc. Coop. UNAGRI Unione Agric. Itrani (Itri). 2. Retroterre – Sapori, Cultura, Territorio (Itri). 3. Az. Agr. Casino Re di Coletta Filomena (Sonnino)

Paesaggi dell’Extravergine. LEPINI: Az. Agr. Molino 7cento (Cori); Cappelletti Mario (Norma); Cipolla Rita (Prossedi). AUSONI: Branchetti Luca Maria (Sonnino); Mandarello Salvatore (Lenola); La Rocca Giuseppe (Sperlonga); AURUNCI: Cocomello Benito (Spigno Saturnia); Lo Rello Felice (Itri); Salvaia Anna Maria (Formia).