giovedì 30 Giugno 2022

Quanto sarà leggera la cannabis light?

Quando si parla di cannabis light, sono diversi gli interrogativi che si affacciano alla mente di chi desidera acquistare prodotti che la vedono protagonista ma non sa da dove cominciare. Tra questi, rientrano le domande di chi si chiede quanto l’appena citata pianta sia leggera. Scopriamolo assieme nelle prossime righe!

Gli effetti della cannabis light

La cannabis light non provoca effetti psicoattivi. Il motivo è legato al fatto che, per legge – parliamo del contesto italiano – il THC, principio attivo psicotropo per eccellenza, non può superare lo 0,2% (0,6 se si considera la soglia di tolleranza). Questo permette, a seguito dell’assunzione, di mantenere la totale percezione della realtà.

Attenzione, però: fondamentale è anche prendere in considerazione gli effetti del CBD o cannabidiolo. Questo metabolita della cannabis, la cui struttura chimica è stata inquadrata negli anni ‘60 – molti anni dopo il primo isolamento – interagisce infatti con i recettori CB1 e CB2 del nostro sistema endocannabinoide, un complesso e altrettanto affascinante insieme di vie di comunicazione tra cellule.

Quando si parla degli effetti del CBD, si inquadra la sua capacità di regalare al corpo e alla mente quel piacevole senso di relax che, per esempio, è una vera manna nei casi in cui si ha difficoltà a prendere sonno.

L’impatto effettivo di tutto ciò dipende da diversi fattori, in primis l’attitudine che la persona ha al consumo della cannabis light. Un utente che si approccia da zero a questo mondo, non dovrebbe, per esempio, partire dalle infiorescenze, men che meno dai cristalli.

Una buona strada per comprendere e valutare gli effetti del cannabidiolo sul proprio corpo è il ricorso all’olio che vede questo metabolita come ingrediente principale. Il vantaggio in questo caso riguarda la diluizione del principio attivo. Chi prova per la prima volta il CBD, dovrebbe orientarsi verso l’olio al 5% di purezza.

Tornando invece ai prodotti che contengono grandi quantità di CBD, un doveroso cenno va dedicato all’hashish legale. Quando lo si chiama in causa, si inquadra un prodotto specifico (importante è specificarlo perché, molte volte, si utilizza questo termine in maniera sbagliata, impiegandolo, per esempio, come sinonimo di erba).

Tutto parte dai tricomi, che vengono trattati in modo da ricavare una pasta modellabile poi sotto forma di panetti o sfere. L’hashish legale in Italia, come già detto caratterizzato da una bassissima quantità di THC e per questo privo di effetti psicoattivi, può essere contraddistinto dalla presenza di una percentuale notevole di CBD, fino al 40% (in alcuni casi, si può addirittura parlare di 58).

I suoi effetti, dato che, come appena specificato, viene presa in considerazione la parte della pianta più ricca di principi attivi, sono decisamente più intensi rispetto a quelli che si possono apprezzare fumando le infiorescenze.

Gli aspetti approfonditi fino ad ora ci aiutano a capire che, quando ci si chiede “Quanto è leggera la cannabis light?”, la risposta è un sonoro “Dipende!”. Dipende dal prodotto, da chi lo consuma, dalle esigenze.

Se si punta a combattere quei momenti di stress che capitano a tutti durante le giornate fitte di impegni che affrontiamo, va benissimo un olio di CBD con un basso livello di purezza. Se, invece, si punta a un impatto decisamente più forte, si possono prendere in considerazione estratti come il crumble. Questo prodotto, caratterizzato da una consistenza affine a quella della cera, si ricava estraendo dalla pianta una resina contraddistinta da quantità a dir poco notevoli di cannabidiolo. Parliamo infatti di una percentuale altissima, attorno al 98.

Per essere precisi, più che di CBD bisognerebbe parlare di somma tra CBD e CBDA. Con il secondo acronimo, si inquadra l’acido cannabidiolico, definibile chimicamente come il precursore del cannabidiolo. In poche parole, a seguito di un processo di decarbossilazione, dall’acido cannabidiolico si ricava il CBD.

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