sabato 22 Gennaio 2022

Quando la poesia è “giovane”. Intervista a Simone Di Biasio‏, vincitore del Premio Alfonso Gatto‏

di Eleonora Spagnolo – Simone Di Biasio, originario di Fondi, 25 anni, giornalista e prossimo alla laurea specialistica in Editoria e informazione, giovedì scorso ha vinto il premio internazionale di poesia dedicato ad Alfonso Gatto. Del suo amore per la poesia, del riconoscimento arrivato in modo del tutto inaspettato e del suo impegno per Fondi, abbiamo parlato in una piacevole chiacchierata.

Simone, parliamo di “Assenti ingiustificati”, raccolta di poesie per la quale hai vinto il premio Gatto.

“Assenti Ingiustificati” è stato pubblicato a ottobre 2013 con una piccola casa romana, la Edilet. Claudio Damiani che pubblica con Fazi mi ha scelto e mi ha permesso di pubblicare un libro di cui ha scritto la prefazione.

E il premio Gatto?

Il premio Gatto è stata una piacevole sorpresa, vista la giuria con giudici quali Elio Pecora, un istituzione, o Davide Rondoni, del centro poesia Bologna. L’anno prossimo io stesso sarò membro della giuria insieme a Francesco D’Episcopo dell’Università Federico II di Napoli. La cosa divertente di questo premio è che io e degli amici abbiamo fondato un’associazione dedicata al poeta Libero De Libero e abbiamo tenuto un festival a Fondi dedicato alla poesia. E poi ho scoperto che Alfonso Gatto e De Libero erano quasi nemici, tanto che De Libero in una sua poesia sbeffeggiava Gatto. Ma in fondo credo che si stimassero senza poterlo dire.

Mi racconti di quando hai ritirato il premio?

L’ho ritirato a Salerno la settimana scorsa nel bellissimo palazzo dove si sono riuniti per la prima volta i parlamentari per tentare di stabilire una linea guida della Costituzione. La giornata non si è esaurita con la premiazione. Per tutta il giorno esponenti del movimento “Poeti per il cambiamento”, armati di megafono, hanno declamato per tutta la città le poesie dei vincitori del premio Gatto. La sera invece ci siamo spostati alla galleria d’arte “Il catalogo”, molto legata ad Alfonso Gatto, dove si sono lette poesie di Gatto, dei vincitori del premio a lui dedicato e di tanti altri giovani poeti.

Sarà stata una grande soddisfazione vincere un premio internazionale a 25 anni.

Quando ho ritirato il premio ho provato soddisfazione perché il riconoscimento porta il nome di un poeta che conoscevo e in qualche modo legato a De Libero che sto tentando di far conoscere meglio. Poi ricevere un premio alla sua 30° edizione per un’opera prima è stato molto gratificante. E io ho preso un punteggio di 39 su 40 quindi ho messo d’accordo tutti i quattro giurati. La poesia mi ha dato tante soddisfazioni in questo ultimo anno. Il libro mi ha permesso di viaggiare molto, l’ho presentato addirittura in anteprima sulle Dolomiti a Fiera di Primiero, e lo presenterò prossimamente al Parco Poesia di Rimini che riunisce poeti di fama riconosciuta e giovani con le loro proposte e inediti.

Mi dicevi che a Fondi con la tua associazione hai organizzato un Festival di poesia…

Il festival si chiama “Verso Libero”, nella duplice funzione di rimandare ai versi poetici e di portare a conoscere Libero De Libero. Si è tenuto dal 13 al 15 giugno e ha riunito diverse arti tra cui il teatro. È stato presente Davide Rondoni che ha scritto un monologo dedicato a Fondi e a Giulia Gonzaga, contessa del ‘500 di indescrivibile bellezza che visse a Fondi, cui si ispirarono anche Tasso e Ariosto. Il monologo è stato messo in scena con Serina Stamegna ed è stato un bel successo. Sia di pubblico che per i poeti che sono venuti ospiti da noi. Tra gli ospiti presenti anche Milo De Angelis, poeta milanese, e tanti, tanti giovani.

Cosa si può fare per promuovere la cultura, in particolare la poesia, in un contesto come quello della provincia di Latina?

Bisogna saper coinvolgere. Noi per la comunicazione del Festival abbiamo puntato su qualcosa che fosse coinvolgente: lo slogan della manifestazione è stato “A lei non si può resistere” e nel logo era raffigurata una bocca con le labbra che si mordono. Molti che sono arrivati erano semplici curiosi. Noi dobbiamo svecchiare la poesia e toglierla dal piedistallo, per scrivere bisogna scendere dalle torri di avorio e vivere la quotidianità. Devo dire che le istituzioni ci sono state vicino. Anche se economicamente ci sono molti problemi per la cultura in genere, e la poesia in questo è una Cenerentola. Secondo me, a noi sta il compito di dimostrare cosa si può fare. Poi tutte le iniziative dovrebbero rientrare in un’ottica di marketing territoriale. Deve essere caratteristico, deve avere qualcosa che lo ricolleghi al territorio, o a qualcuno del territorio. Altrimenti non ci sarebbe differenza tra un festival della poesia a Roma e uno a Fondi e Roma schiaccerebbe Fondi. Nel caso di “Verso Libero”, vorrei che diventasse una sorta di villaggio dove poter fare cultura e vivere la città.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo è parte della redazione di LatinaQuotidiano dal 2014. Qui ha alimentato la sua passione per il giornalismo, l'informazione e il web. Nei suoi studi figurano una laurea in Editoria Multimediale e Nuove Professioni dell'Informazione e un master in Web & Social Media Marketing.

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