sabato 24 Febbraio 2024
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Quale ruolo dei Corpi Intermedi ai tempi della politica autoreferenziata del potere?

Quale ruolo oggi devono avere le Associazioni, Movimenti e Organizzazioni sindacali sul nostro territorio? Come devono relazionarsi con il mondo politico?

Mai come in questo periodo le Organizzazioni rappresentative di interessi complessi ed ampi, vengono sovente chiamate in causa da più parti: si chiedono pareri, confronti, il tutto in ossequio al concetto di “sussidiarietà”, ma… vi è un “ma” molto delicato.

Le Organizzazioni sociali, i “Corpi Intermedi” del territorio vengono chiamati in causa quando vi sono problemi da risolvere per poi essere messi da parte, non considerati e penalizzati nei momenti delle scelte concrete.

La Confartigianato della provincia di Latina, al fianco delle altre organizzazioni sociali e ed economiche pontine e, in particolar modo, con quelle aderenti al Forum 015 quali ACLI, Confcooperative, Compagnia delle Opere, sta portando avanti una azione di testimonianza e di servizio sul territorio attivando servizi e rappresentanza.

I “Corpi Intermedi” oggi vanno molto bene per fornire interventi di volontariato, gestire mense e/o dormitori sociali, occuparsi di microcredito, intervenire al convegno di turno ma “vade retro” quando gli stessi parlano di scuole paritarie, progetti reali per la valorizzazione della Famiglia, proposte concrete sul quoziente familiare (ricordo il documento del Forum 015 sulle politiche familiari completamente dimenticato dalla politica nostrana). I Patronati ed i CAAF vengono riempiti di incombenze per “assistere” i cittadini ma, di contro, vengono sempre più penalizzati economicamente e burocraticamente dallo Stato spingendoli, di fatto, su un piano meramente privatistico e commerciale perdendo la valenza sociale che gli è propria. Ecco che i vertici nazionali devono poi portare avanti estenuanti mediazioni sempre orientate al ribasso.

Il problema vero, diciamolo senza mezzi termini, è che l’attuale politica, i pseudo partiti (o agglomerati di interessi), hanno perduto il contatto reale con la base, con gli interessi della gente comune, dei cittadini, arroccandosi in una “Torre d’Avorio” tutta loro. Una politica autoreferenziata che non ha, in sé, la rappresentanza vera degli interessi diffusi.

Un tempo, all’interno di tutti i Partiti, vi erano rappresentanti di associazioni, sindacati, movimenti che portavano avanti le istanze della collettività reale. Oggi l’attuale sistema della rappresentanza elegge solamente “nominati” dal vertice. Un tempo ogni partito aveva i propri riferimenti sindacali e sociali, centri studi che interloquivano con gli interessi economici e produttivi della collettività. E oggi? Il nulla!

Il ruolo dei “Corpi Intermedi” lo conosciamo molto bene: la società civile organizzata che deve contribuire al conseguimento del bene comune ponendosi in un rapporto di collaborazione e di efficace complementarietà rispetto allo Stato e al mercato, favorendo così lo sviluppo di una opportuna democrazia economica e questo a tutti i livelli, partendo dagli Enti Locali, dai Comuni, dal nostro Comune.

Oggi sono caduti tutti i punti di riferimento.

La Provincia è un corpo autoreferenziato che dialoga con se stesso e si muove su percorsi non realmente condivisi con gli interessi della comunità che produce e che lavora.

Le Camere di Commercio sono penalizzate da leggi inique che puntano solamente a immobilizzare il territorio.

I Comuni immobili causa mancanza di fondi.

I Partiti politici, di fatto, non esistono più e si sono trasformati in “comitati elettorali” portatori di interessi “ad personam” perdendo una valenza politica collettiva.

Ecco che si ripropone con forza l’azione delle nostre Organizzazioni sul territorio: realtà che danno risposte concrete alla gente e, proprio per questo, probabilmente viste con diffidenza dal politico di turno. Bisogna, invece, riprendere quel collegamento interrotto tra la società civile e la rappresentanza politico-amministrativa a tutti i livelli.

Nostro compito è quello di riannodare i fili degli interessi della gente. La politica deve interloquire propositivamente, altrimenti bisognerà ripensare la modalità della rappresentanza. Piaccia o non piaccia!

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