Punto di Primo Intervento di Sabaudia

Il Punto di Primo Intervento di Sabaudia non deve chiudere. Questa la volontà del Consiglio Comunale che si è riunito in seduta straordinaria venerdì, e ha approvato una delibera con la quale chiede di mantenere il PPI.

Non solo: l’amministrazione vuole che la struttura sia potenziata. Del resto il Punto di Primo Intervento di Sabaudia si è molto evoluto sino ad oggi e accoglie ben 12 mila persone l’anno. Più del doppio rispetto al minimo richiesto per mantenerlo operativo.

Nella delibera, i consiglieri comunali si rivolgono al ministro della salute Giulia Grillo. All’esponente del governo viene chiesto di revocare il Decreto interministeriale 70/2015 nella parte in cui prevede e predispone la chiusura del Punto di Primo Intervento di Sabaudia.

Alla Regione Lazio e al Presidente Nicola Zingaretti viene chiesto invece di mantenere in vita il PPI, e implementare i servizi assistenziali per adeguarli alla popolazione residente.

Mentre al presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, Pino Simeone, viene chiesto di convocare una commissione ad hoc.

“Questo atto è frutto della collaborazione di tutti i consiglieri comunali di questo Comune, di mesi di lavoro, di incontri e riunioni istituzionali. Io stessa, insieme all’assessore Zaottini, mi sono fatta parte diligente e con gli altri sindaci interessati dal problema, abbiamo condiviso l’esigenza di portare avanti, in tutti in Consigli comunali, in modo bipartisan, questa importante battaglia mirata a garantire i servizi alla salute, che in alcuni punti dovrebbero essere addirittura integrati – ha commentato il sindaco Giada Gervasi – Parliamo di 12 Enti comunali per un totale di 200mila abitanti, molti dei quali sul mare dunque località turistiche soprattutto nella stagione estiva. Proprio come il nostro che, anche per le sue particolari caratteristiche geomorfologiche, ha la necessità di garantire a cittadini e visitatori accessibilità immediata alle prime cure, senza dover ricorrere a strutture ospedaliere e di pronto soccorso distanti decine di chilometri”.

Ringrazio tutti i consiglieri per aver aderito all’appello, in particolare Renato Bianchi che si è fatto promotore insieme a me della prima stesura del documento, poi condiviso con l’intera assise consiliare. E preciso che questo è solo il primo atto di una lunga battaglia. C’è la volontà di andare anche davanti i Palazzi preposti per far valere le nostre ragioni e la garanzia del diritto alla salute di tutti noi, costituzionalmente sancito, quale fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, ha concluso il sindaco.