Pazienti in attesa, pronto soccorso nel caos e tanti, troppi, disagi per il personale medico, tecnico ed infermieristico che opera nei nostri ospedali.

In questi giorni il Santa Maria Goretti di Latina ha ottenuto la maglia nera nel Lazio per numero di accessi.

“Il salto tecnologico nella diagnostica del capoluogo di provincia non può e non deve far dimenticare il disagio quotidiano che si vive nei pronto soccorso di Latina, Terracina e Formia, soprattutto dopo la trasformazione dei Punti di primo intervento in Punti di assistenza primaria. Non può – interviene il deputato del Movimento 5 Stelle, Raffaele Trano – anche perché la diagnostica non è distribuita in modo omogeneo lungo tutta la provincia e soprattutto a sud, dove la carenza della risonanza magnetica, a 7 anni dall’acquisto, costringe ancora a viaggi della speranza”.

L’assessore regionale alla sanità D’Amato in questi giorni aveva rassicurato con dati che potevano interpretarsi come uno scatto in avanti nella medicina d’emergenza.

“Purtroppo i dati diffusi su base regionale – con una riduzione del 30% del tempo per chi è in via di ricovero e del 13% per chi è invece viene dimesso senza ricovero – contrastano con quanto succede nella provincia di Latina. Né si può dire che la sofferenza del reparto sia estemporanea, perché proprio un anno fa’ si verificò esattamente la stessa situazione, tanto che presentai una interrogazione parlamentare e successivamente in estate mi recai in pronto soccorso insieme al vice presidente della commissione regionale Loreto Marcelli trovando situazioni di promiscuità che, evidentemente, si ripetono. Leggere di mamme costrette a tenere in braccio i propri figli – spiega Trano – con le flebo è un’immagine vergognosa per un paese che si definisce civile”.

In questi frangenti il personale medico ed infermieristico, sempre con la massima professionalità, si barcamena cercando di assicurare il massimo dell’efficienza nell’erogazione delle prestazioni.

“Per quanto riguarda i Punti di assistenza primaria invece mi è stato segnalato che, pure per fare una semplice iniezione antitetanica, è necessario recarsi prima in farmacia ad acquistare il necessario. Mi rivolgo dunque ancora una volta al direttore generale Casati. Cambi passo e ridia finalmente ai cittadini – conclude Trano – un servizio efficiente e dignitoso. Prenda atto finalmente che l’affluenza dell’ospedale Santa Maria Goretti è simile a quella delle grandi strutture ospedaliere romane!”.