Il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina resta, nonostante l’emergenza Covid 19 caotica ed ingestibile sotto il profilo del sovraffollamento.

La denuncia arriva, dopo il blitz effettuato ieri dal coordinatore provinciale della Lega giovani, Marco Maestri, insieme al capogruppo della Lega in consiglio regionale del Lazio, Angelo Tripodi, a seguito di svariate segnalazioni da parte di molti cittadini.

”L’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è sempre più allo sbando. Abbiamo riscontrato – interviene Maestri – attese estenuanti di persone che hanno dovuto attendere anche 12 ore sotto il sole. L’area di attesa improvvisata dietro la tenda triage predisposta per l’emergenza Coronavirus è del tutto inadeguata e mancano le condizioni di sicurezza e di distanziamento tra i pazienti e i familiari in attesa del proprio turno al pronto soccorso”.

Immagini molto simili a quelle che si vedono ogni giorno di fronte all’ingresso degli ambulatori dell Asl in piazza Celli a Latina dove, al momento, è in funzione l’unico Cup.

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”Siamo alle solite – spiega Tripodi – anche il pronto soccorso e l’ospedale Santa Maria Goretti sono vittime della mala gestione aziendale e del modello fallimentare del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ormai troppo impegnato in televisione nel vago tentativo di rilanciare il Pd invece di risolvere i problemi reali delle persone, sempre più prive di un diritto essenziale qual è la salute. Questo è il frutto della mannaia di Zingaretti, del mancato potenziamento degli ex Punti di primo intervento e del fallimento delle Case della Salute, incapaci di ridurre gli accessi nei pronto soccorso e di assicurare un minimo di assistenza sanitaria in quei comprensori che godevano di ospedali, a partire dai Monti Lepini”.

La situazione in cui versa il Goretti di Latina dimostra come l’uscita dal commissariamento, annunciato con squilli di tromba e grande entusiasmo da parte del Pd e dallo stesso Zingaretti.

“La situazione peggiorerà verso settembre, quando vi sarà la ripresa di molti esami medici – conclude Tripodi – ed il relativo affollamento dei reparti creerà ancora di più disagi, pertanto occorrono non solo delle soluzioni immediate ma una programmazione accurata anche in virtù di un probabile aumento dei contagi Covid-19”.

Emergenza quindi che non fa che sommarsi all’emergenza con il rischio di una paralisi che non ci si può in alcun modo permettere.

”A tutto questo si aggiungono – concludono Tripodi e Maestri – le condizioni precarie e poco dignitose sia degli operatori sia dei pazienti, costretti a stare, per troppo tempo, su barelle distribuite lungo le corsie delle sale di diversi reparti del nosocomio”.