martedì 28 Giugno 2022

Progressioni economiche, la battaglia tra i dipendenti comunali e Coletta finisce sul tavolo del prefetto

Torna la marcia dei dipendenti del Comune di Latina per vedersi riconosciute le cosiddette progressioni economiche orizzontali.

Alla base un accordo prima siglato e poi rimesso in discussione con una proposta che i sindacati definiscono “irricevibile”.

La situazione è degenerata e si invoca l’intervento del prefetto.

Nel corso dell’ennesima riunione che si è svolta oggi, in cerca di una soluzione, i sindacati hanno ritenuto irricevibile la proposta presentata dall’amministrazione per chiudere il vecchio contenzioso nato sulla mancata applicazione della seconda graduatoria delle progressioni economiche orizzontali riferite all’anno 2018.

“La Cisl funzione pubblica di Latina non condivide le premesse della proposta dell’amministrazione. Contenevano interpretazioni unilaterali e di soggetti istituzionali non partecipanti al tavolo delle trattative. Abbiamo cercato con responsabilità ed in maniera propositiva una mediazione – spiegano il segretario generale, Enza Del Gaudio e il segretario con delega alle funzioni locali Cisl Fp, Marino Marini – dichiarando la propria disponibilità a sottoscrivere un accordo in linea con il mandato. L’amministrazione invece, a nostro giudizio, in modo irresponsabile ha ritenuto di non modificare la premessa della bozza dell’accordo, che riteniamo tuttora causa della vertenza in atto”.

Il dubbio è che non ci sia da parte dell’amministrazione Coletta alcuna volontà conciliativa di chiudere il contenzioso.

“Probabilmente solo la volontà di trovare pretesti o cavilli interpretativi affinché la vertenza non si concluda ma resti in essere. Rimane adesso il tentativo di conciliazione presso la prefettura di Latina, ultimo atto della procedura di raffreddamento”.

Intanto resta alta la tensione dei lavoratori.

“Nel caso di esito negativo alla presenza del prefetto – concludono – ulteriori azioni di protesta dei dipendenti, comunali fino ad arrivare alla mobilitazione di tutto il personale e ad azioni legali per veder riconosciuti i loro diritti, che potrebbero comportare, in caso di soccombenza in giudizio dell’amministrazione, anche ad esposti presso la magistratura contabile”.

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