di Redazione – Non è stata accolta la richiesta di costituzione dei cittadini di Borgo Montello come parte civile nel processo”Monnezzopoli”. Lo scorso 5 giugno è iniziato il processo sullo scandalo della gestione dei rifiuti nel Lazio e l’udienza è stata subito aggiornata dopo che si erano costituiti parte civile il Ministero dell’Ambiente, la Regione Lazio, il Comune di Roma, di Anzio, Albano Laziale, Ardea, Castelgandolfo, Lariano, Nemi, Pomezia, Ariccia e Rocca di Papa e anche di molti semplici cittadini tra cui quelli di Borgo Montello e di Bainsizza, ma anche molte associazioni come Wwf, Legambiente e Codici.
Lunedì 23 si è tenuta la seconda udienza fiume che si è conclusa con la decisione da parte dell presidente Piero De Crescenzo e dei giudici a latere Stefania Rocchi e Valerio de Gioia di accogliere le richieste di tutti i Comuni che gravitano intorno ad Albano Laziale e di escludere, quindi, i cittadini e le associazioni di Malagrotta e Borgo Montello in provincia di Latina.
Una decisione che non è stata ben accolta dal’associazione Codici “Siamo sconcertati dalla decisione del Tribunale, annunciamo che Codici Ambiente ed Earth si costituiranno alla prossima udienza. Valuteremo anche il ricorso in Cassazione”. “Ieri – scrive in una nota Ivano Giacomelli, segretario Nazionale del Codici – la seconda udienza del maxi processo per il patron della monnezza, Manlio Cerroni, insieme a Fegatelli, Giovi, De Filippis, Landi, Sicignano, Rando. Con grande sconcerto, Codici e le parti private sono state estromesse dal processo. Secondo il Tribunale, infatti, il danno alla salute, le malattie dei cittadini, non hanno nulla a che vedere con l’associazione a delinquere, su cui si incentra il processo. Ma l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, in realtà, si concretizza ed ha le sue massime conseguenze proprio nell’utilizzo indiscriminato della discarica di Malagrotta: tonnellate di raccolta indifferenziata, mai trattata, finite nella discarica in mezzo agli altri rifiuti, nonostante l’impianto abbia incassato diversi milioni di euro per il loro corretto smaltimento e nonostante fosse saturo ormai da tempo”.
La terza udienza per il processo che vede imputati Manlio Cerroni, insieme a Fegatelli, Giovi, De Filippis, Landi, Sicignano, Rando è stato fissata a luglio.
SCANDALO RIFIUTI, AL VIA IL PROCESSO. REGIONE LAZIO E TANTI CITTADINI COME PARTE CIVILE





