astensione penalisti
Il Tribunale di Latina

Si è concluso con 3 assoluzioni, 3 condanne e 5 patteggiamenti il processo sullo scandalo fallimenti al tribunale di Latina. Il caso Lollo (il giudice della sezione fallimentare è già stato condannato in precedenza), venne alla luce nel 2015 e fece tremare il palazzo di giustizia di piazza Bruno Buozzi: molte persone furono coinvolte.

Oggi, a distanza di 4 anni è uscita la sentenza. Il giudice di Perugia ha assolto Andrea Lauri, Vincenzo Manciocchi e Franco Pellecchia.

Ha condannato invece, soltanto per alcuni reati, Fausto Filigenzi a 2 e 6 mesi di reclusione, disponendo anche l’interdizione temporanea dai pubblici uffici e la confisca del profitto dei reati di corruzione a lui contestati per 174.128 euro da eseguire su denaro, titoli e beni già sequestrati. Ha condannato Luigi Fioretti a 2 anni di reclusione, pena sospesa. Anche per lui è scattata l’interdizione temporanea dai pubblici uffici e la confisca del profitto dei reati di corruzione per 25mila euro. Ha infine letto la condanna per Roberto Menduti, a 1 anni e 2 mesi, pena sospesa.

Il tribunale di Perugia ha rigettato la domanda di risarcimento presentata dalla costituita parte civile Fallimento Costruzioni Paoloni, accogliendo invece quella della Fallimento Casale immobiliare e all’associazione Caponnetto alla quale sia Filgenzi, sia Fioretti e Venduti dovranno versare in solido la somma di 20mila euro. Le motivazioni saranno disponibili tra 90 giorni.

Il giudice ha quindi letto la sentenza di applicazione pena per i commercialisti Marco Viola, Massimo Gatto e Vittorio Genco e per Antonia Lusena e Angela Sciarretta. Le pene patteggiate sono di 3 anni e 3 mesi per Viola, 3 anni e 8 mesi per Gatto, 3 anni per Genco, 1 anno e 6 mesi per Lusena e 1 anno e 4 mesi per Sciarretta. Le ultime due imputate hanno potuto beneficiare della pena sospesa. Viola, Gatto e Genco sono stati invece interdetti per sempre dai pubblici uffici. Il giudice ha quindi disposto la confisca di tutto quello che era stato sequestrato, ordinando la confisca di ulteriori 58mila euro sul patrimonio di Gatto e 10mila euro su quello di Genco.

LE RICHIESTE DEL PM
La pena più alta, 4 anni di carcere, era stata chiesta per l’architetto Fausto Filigenzi, difeso dall’avvocato Silvia Siciliano, che avrebbe preso gli incarichi sui fallimenti dal giudice Lollo tra i quali quello di Cedis Izzi e del caseificio Eredi Mandara; 2 anni e 4 mesi per l’avvocato Luigi Fioretti; 2 anni per il commercialista Andrea Lauri, pena sospesa, 2 anni e 6 mesi per Roberto Menduti, difeso da Angelo Farau e 2 anni per Franco Pellecchia: i due finanzieri coinvolti nel terremoto. Chiesta invece l’assoluzione per l’avvocato Vincenzo Manciocchi.

Il pm aveva anche chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati che hanno scelto di essere giudicati con rito ordinario, che prevede il confronto in dibattimento. Si tratta dei commercialisti Raffaele Ranucci, Marco Rini, e poi Gianluca Abbenda e l’ex cancelliere del tribunale Rita Sacchetti.

I reati contestati sono, a vario titolo, corruzione, corruzione in atti giudiziari, concussione, induzione indebita a dare o promettere denaro od altra utilità, turbativa d’asta, falso e rivelazione di segreto nonché accesso abusivo al sistema informatico e telematico.