Procaccini
Nicola Procaccini

di Katiuscia Laneri – Da oggi scattano le nuove restrizioni per contenere i contagi da Covid-19. L’Italia torna in lockdown, dunque, per due settimane con undici regioni colorate di rosso tra cui, per la prima volta, anche il Lazio (se non si calcola il periodo natalizio).

“Mi fa molta impressione leggere che la mia Nazione si trova ad affrontare quello che di fatto è l’ennesimo fermo totale, mentre in Israele o in Inghilterra  riaprono i cinema, le discoteche e i teatri. E lo stesso accade in USA e in altre parti del mondo”, così Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia esterrefatto di fronte all’enorme differenza nella gestione dell’emergenza pandemica tra Europa e il resto del mondo.

“Ciò perché tutte le altre Nazioni hanno fatto la cosa più importante – continua – ovvero, vaccinare il maggior numero di persone nel minor tempo possibile. Noi invece ci spacchiamo la testa a cercare di differenziare in base a colori, calcoli di contagi ecc. quando invece l’unica attività più efficace e veloce sarebbe stata quella di procurarsi i migliori vaccini sul mercato e inocularli nel più breve tempo possibile al maggior numero di persone, a cominciare dai soggetti più deboli”.

Invece, come fa notare l’europarlamentare,  la Commissione Europea sta facendo il contrario: prima in maniera più o meno confusa ha gestito e sta gestendo la fase di contrasto alla diffusione dell’epidemia e poi è mancata nell’approvvigionamento dei vaccini tanto che ormai ognuno sta facendo per sé. “Ma lo sta facendo in ritardo – dice -. Mentre l’Austria e la Danimarca si sono messe d’accordo con Israele; l’Ungheria sta già iniettando lo Sputnik, che invece viene visto male da altri in attesa che arrivi Johnson & Johnson, insomma un caos”.

A tutto questo vanno aggiunti gli effetti collaterali “come è normale che sia – afferma Procaccini – in tutte le situazioni. AstraZeneca in Inghilterra lo hanno usato molto e oggi i contagi sono meno di cinquemila giornalieri. Infatti, non a caso tra un mese in Gran Bretagna apriranno gli stadi e torneranno e si torneranno a giocare le partite di calcio e a tenersi i concerti. Noi tra un mese saremo ancora in lockdown. La gestione della somministrazione dei vaccini è un grande fallimento per la Commissione Europea”, conclude l’europarlamentare di Fratelli d’Italia.

Cosa cambia rispetto al lockdown di un anno fa? Sono vietati tutti gli spostamenti eccetto che per motivi di lavoro, necessità o urgenza oppure per far ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione. Per muoversi è necessaria l’autocertificazione da portare con sé compilata o da compilare nel caso si viene fermati ad un controllo. Sono sospese tutte le attività didattiche che si svolgeranno esclusivamente in Dad, ovvero con modalità a distanza. Resta la possibilità di effettuare alcune attività in presenza per alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Secondo il dpcm ogni università può individuare attività didattiche o curriculari che potranno svolgersi in presenza. Tutte le attività eventualmente previste in presenza dovranno svolgersi nel rispetto dei protocolli. Garantite le sessioni di laurea e d’esame che possono essere svolte in presenza nel rispetto delle “Linee guida concernenti la completa ripresa delle ordinarie attività nelle istituzioni della formazione superiore per l’anno accademico 2020-2021” e, comunque, con le modalità previste dai piani di organizzazione della  didattica e delle attività curriculari, adottati dagli atenei, sentito il Comitato universitario regionale di riferimento. Nel caso in cui non possa essere assicurato il rispetto delle citate linee guida, ovvero in tutti gli altri casi in cui non si renda possibile la presenza degli studenti, i piani di organizzazione della didattica dispongono il ricorso alle modalità a distanza, nel qual caso dovranno comunque essere assicurate le misure necessarie a garantire la prescritta pubblicità degli esami.

La vera differenza rispetto al lockdown di primavera 2020 sono le passeggiate: in quanto attività motoria, sono permesse purché vicino a casa e con la mascherina. Attività sportiva consentita ma da soli. Se richiesta sarà necessario esibire l’autocertificazione.

In zona rossa è sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.) e nelle loro adiacenze.  Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue:

– dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni;

– dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3).

La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati.

Sono chiuse tutte le attività commerciali, anche barbieri e parrucchieri, esclusi i negozi di generi alimentari e di prima necessità. L’accesso è limitato a un solo componente per famiglia. Aperti anche i mercati solo per la vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e vivaistici. Restano aperte edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.