sabato 3 Dicembre 2022

Priverno, intitolazione Parco Aldo Moro e Via Caduti di Via Fani per non dimenticare

di Stefania Paoloni* – Sabato 19 maggio, il Comune di Priverno ha voluto rendere omaggio ad Aldo Moro e agli agenti della sua scorta. A 40 anni dalla morte di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta allo statista Moro è stato dedicato un parco, agli uomini della scorta una via adiacente.

Parco Aldo Moro si trova in zona San Lorenzo, tra via Aldo Moro e la strada che conduce ai campi da tennis. Quest’ultima è stata dedicata agli agenti della sua scorta rimasti uccisi nell’agguato di via Fani nel momento del sequestro dello statista. Il sindaco Anna Maria Bilancia ha scoperto la targa avvolta dal tricolore. Tra i presenti anche molti bambini e ragazzi, neanche nati in quell’anno. La loro presenza sottolinea un passaggio del testimone dei ricordi dell’opera di uomini, che hanno reso servizio allo stato e per questo uccisi.  Aldo Moro, politico e professore universitario avrebbe potuto contribuire a scrivere una storia diversa di quegli anni difficili fino ai giorni nostri.

Il sequestro e poi l’omicidio avvennero in un momento in cui l’Italia era stretta nel clima di terrore e della crisi economica. La politica di Moro era tesa alla realizzazione del Compromesso Storico lanciato da Enrico Berlinguer. Moro allora era il presidente della Democrazia Cristiana, il partito con la maggioranza relativa in parlamento che per trent’anni, dalla fondazione della Repubblica, era stata al governo. L’evidente avanzata del consenso della sinistra nelle ultime elezioni in Italia, dove si era allargato il diritto di voto ai diciottenni, lasciava presagire che la DC potesse essere presto scalzata al governo dal PCI. L’apertura di Moro ai comunisti non era ben vista dal suo partito, con il suo rapimento si abbandonò questa linea e si ridimensionò la forza acquisita della sinistra democristiana.

Alla trattativa con i sequestratori si preferì la linea della fermezza, l’immobilismo. Il corpo di Moro venne ritrovato in via Caetani a Roma a metà strada tra la sede del partito della DC e la sede del PCI.

In un passo nell’ultima lettera alla moglie scrisse “… Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo…”

I funerali dello statista si svolsero in forma privata. I Funerali di Stato, celebrati da Papa Leone VI, alla presenza delle più alte cariche dello Stato si svolsero senza la salma di Moro.

*Stefania Paoloni è corsista della seconda edizione del Workshop di Giornalismo Digitale organizzato da Net in Progress e LatinaQuotidiano.it

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