Tutto è scritto nel decreto firmato dal vescovo Mariano Crociata.

Da oggi i fedeli cattolici del centro di Priverno saranno raggruppati in due sole parrocchie.

Le parrocchie di San Giovanni Evangelista e San Benedetto sono state unite a Santa Maria.

Quella dei Santi Cristoforo e Vito a Sant’Antonio abate.

Si tratta di una “unione estintiva” la cui attuazione è regolata dal codice di diritto canonico.

Questa riorganizzazione non significa “chiusura” delle chiese.

Infatti, la concattedrale di Santa Maria e la chiesa di Sant’Antonio abate continueranno ad essere le sedi delle rispettive parrocchie, mentre le altre chiese unite rimangono aperte per la celebrazione della Santa Messa e per gli altri sacramenti secondo le disposizioni del parroco, come ha previsto il decreto vescovile.

La decisione dell’accorpamento è stata presa dal vescovo Crociata dopo un discernimento vissuto nella piena sinodalità con le varie realtà coinvolte.

Monsignor Crociata in più occasioni ha sentito il parere dei due parroci, ha partecipato alle riunioni parrocchiali per sentire il parere dei fedeli delle due parrocchie, infine ne ha discusso con il consiglio presbiterale della diocesi.

A pesare su questa decisione diversi motivi.

Intanto, le due parrocchie sono affidate da molti anni alla cura pastorale di un medesimo presbitero, portando avanti, di fatto, un cammino pastorale unitario a servizio del popolo di Dio che è in quel territorio della città di Priverno.

Oltretutto, è emerso che “anche per il futuro la soluzione già messa in atto in questi anni è ritenuta la migliore, non essendo più pensabile la coesistenza di due proposte liturgiche e pastorali indipendenti per un territorio così ristretto”.

In ultimo, ma non meno rilevante, è che “il numero dei sacerdoti disponibili per il servizio pastorale nella diocesi è anche diminuito” e in ogni caso il Vescovo deve provvedere alla cura spirituale dei fedeli di ogni parrocchia della diocesi.