neonati

Due storie diverse, di quelle belle una volta tanto, ma simili perché raccontano di due nuove creature venute al mondo.

Se un tempo era la normalità il partorire in casa, con la levatrice che arrivava e predisponeva tutto per accogliere il nuovo nato, da molti anni ci si affida alla sicurezza degli ospedali, attrezzati nel caso che qualcosa vada per il verso storto.

Sui documenti dei giovani della provincia di Latina, quindi, ci saranno scritte, alla voce “nato a”, più o meno sempre le stesse cose: Latina, Fondi, Formia, magari Roma.

Non in questi due casi che vi raccontiamo però.

Il primo, in ordine cronologico, arriva da Sezze. La mattina del primo gennaio una giovane mamma, di origine rumena, si prepara per andare in ospedale a partorire. Decide di farsi una doccia e evidentemente il calore dell’acqua stimola il feto, che decide di venire al mondo immediatamente. Nato a Sezze quindi… Vengono allertati i sanitari del 118, che arrivano a cosa ormai fatte; visitano bimbo, un maschio, e mamma, al secondo parto, certificando che tutto è posto ma portandoli comunque in ospedale, a Latina, per la degenza.

Sempre fuori dall’ambito ospedaliero il parto verificatosi a Sabaudia. A dare la notizia direttamente il sindaco, Giada Gervasi, che scrive: “In questo periodo ancora così precario, ricevo e condivido con estrema gioia la notizia di una nuova nascita a Sabaudia, avvenuta il 10 gennaio alle ore 4.30 a borgo San Donato. Dopo tanti anni abbiamo una nuova nata proprio nel Comune di Sabaudia grazie al parto in acqua. Auguri alla famiglia e benvenuta alla piccola!”.