Enrico Forte e Claudio Moscardelli
Enrico Forte e Claudio Moscardelli

Le primarie sono alle spalle ma il PD non ha affatto voglia di mostrarsi unito. Enrico Forte, dopo essere stato scelto come candidato sindaco ha ben pensato di prendersi anche il partito tentando di nominare come segretario Andrea Giansanti al posto del dimissionario Gioacchino Quattrola. È il senatore Claudio Moscardelli, con un post su Facebook a dirsi “sbigottito” dal consigliere regionale che avrebbe telefonato ai componenti dell’assemblea per chiedere di votare il suo candidato. A Forte è andata male, non ha raggiunto 23 consensi su Giansanti, ma è stato costretto a fermarsi a 21, insufficienti.

Ma, ammette lo stesso senatore, “Dopo le primarie abbiamo mostrato grande lealtà al PD e sostenuto tutti la candidatura di Forte con cui ho avuto il piacere di parlare 20 gg dopo il 22 novembre. La risposta è il tentativo di occupazione del partito e una conta congressuale”. Suona un po’ come una contraddizione dire di sostenere un candidato e parlarci 20 giorni dopo il voto che lo ha designato come tale. Forte e Moscardelli non potrebbero apparire più lontani di così. Invece, il “tentativo di occupazione del partito” appare come la difesa dell’ultima roccaforte di chi vuole ancora tenere una posizione di potere. Come se fosse la nomina di un segretario fedele a uno o all’altro dei contendenti a stabilire dove andrà il partito. Chi vince o chi perde interessa poco. Quello che emerge è ancora una volta il difetto intrinseco di un PD che, a tutti i livelli, dal locale, al nazionale, riesce a perdersi nei momenti in cui dovrebbe mostrarsi solido. A Latina le elezioni sono alle porte, e Forte avrà bisogno del sostegno di tutti, non gli basterà solo Andrea Giansanti.