venerdì 2 Dicembre 2022

Prevenzione Tumore al Seno, una giornata a Fossanova il 18 marzo 2018

di Stefania Paoloni* – Domenica 18 marzo Fossanova si tinge di rosa. Il rosa della prevenzione e della lotta ai tumori al seno. Si svolgerà nella cornice del borgo medievale di Fossanova una giornata dedicata alla prevenzione nella lotta ai tumori al seno. Ci sarà la carovana della prevenzione di Komen Italia con una unità mobile. L’associazione italiana che fa capo alla Susan G. Komen della RACE FOR THE CURE, la più grande manifestazione per la lotta ai tumori al seno in Italia e nel mondo che ogni anno viene svolta anche a Roma con tanto di maratona e passeggiata nelle vie del centro. Con i fondi raccolti dal 2000 ad oggi durante le sue manifestazioni, Komen Italia ha raccolto e già distribuito circa 3 milioni di euro per la realizzazione di oltre 421 progetti propri e di altre associazioni nella lotta al tumore al seno.

E’ proprio dalla manifestazione di Roma dello scorso anno, giunta alla 18° edizione, che si sono creati i presupposti per questa giornata di collaborazione tra Komen Italia e “Le Tartarughe dei Monti Lepini”, il gruppo più numeroso arrivato da fuori Roma alla manifestazione del maggio scorso, con tanto di riconoscimento. Queste donne partecipano ogni anno, qualcuna già dal 2003, al Race For The Cure di Roma per testimoniare la loro “forza della vita”. Da qui l’idea e la volontà di dedicare la giornata di domenica 18 marzo per tenere alta l’attenzione sull’importanza della cultura della prevenzione nella lotta ai tumori al seno.

“Le Tartarughe dei Monti Lepini”, perché proprio questo nome: “Tartarughe”?

Perché la tartaruga è un animale che rappresenta la longevità, la sua lentezza rappresenta la pazienza e la tenacia, la perseveranza che occorre per arrivare al traguardo. Al Race del 2003 eravamo in tre, l’anno dopo in ventidue, l’anno dopo ancora sessantasei. L’anno scorso il gruppo più numeroso arrivato da fuori Roma.

Ricorda bene questi numeri questa donna, che non sono numeri ma donne. Donne che in quei primi anni combattevano in prima persona questa lotta, che avevano già combattuto e altre che ancora combattono, donne e anche uomini che hanno aiutato e aiutano a combattere. Alcune di loro hanno già vinto, ma continuano comunque a testimoniare che hanno vissuto e superato quel “momento”, continuano a dare forza, a dare la loro solidarietà a chi ancora sta lottando.

Mi dicono queste donne di chiamarlo “momento”, loro, che lo hanno vissuto in prima persona. Loro che hanno affrontato la diagnosi e quello che ne è stato il seguito. La lotta al tumore al seno è una parentesi della loro vita che si è aperta ma anche chiusa. Sono testimonianza per chi sta affrontando ancora il “momento”, sono sostegno morale ed emotivo, sono loro che sanno cosa si prova e cosa si sente poiché lo hanno vissuto. Sono forza per chi davanti a una diagnosi trova in loro un’amica con cui condividere anche i silenzi, silenzi che parlano la stessa lingua.

Quando sei lì, al Race di Roma, ti rendi conto che non sei sola, che siamo in tante. Con la maglia rosa, troppe, ma ci sono anche molte persone con la maglia bianca, tante, sono le persone che ci sono vicine.

Lo spirito con cui stanno organizzando questa giornata è anche questo, oltre a promuovere la sensibilizzazione verso la prevenzione, c’è la solidarietà, la voglia di stare insieme, il sostenere e il sostenersi.

Quindi vi siete trovate per questo tratto di vita comune e avete dato vita al gruppo delle tartarughe dei Monti Lepini, che non è un’associazione vero?

No, siamo un comitato temporaneo per ora. Dei Monti Lepini poiché rappresentano i nostri paesi: Maenza, Priverno, Sezze, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci, Prossedi. Ci unisce l’amicizia e il “momento” affrontato in tempi diversi, ma anche le cose che non avremmo mai pensato di fare prima di quel momento. C’è chi ha iniziato a fare rafting dopo i 60 anni. Ci ritroviamo a dare sostegno a chi sta affrontando le cure, a chi le deve iniziare. Affrontare con un atteggiamento, potremmo dire combattivo, positivo, la diagnosi e le cure è molto importante, i dati confermano che atteggiamenti più positivi aumentano di molto le probabilità di successo nelle cure più di chi non li ha.

Bisogna tirare fuori la “forza della vita”?

Si, è proprio così. E’ il nome che abbiamo dato alla giornata a Fossanova. La forza della vita.

Siamo state tutte d’accordo nello scegliere Fossanova come luogo per questo evento quando siamo state contattate dalla Komen, non ci sono né campanilismi davanti a queste cose, né casacche. Le amiche di Sezze, della A.N.D.O.S onlus, si tolgono la loro casacca quel giorno e sono con noi. La pro-loco di Maenza cucinerà la polenta.

L’associazione “Ilrosacheosa”onlus, dopo l’accoglienza alle 8.30 presso “La porta dei Monti Lepini” dietro l’abbazia, ci accompagnerà in una camminata sportiva sulla via Francigena. Il percorso è agevole per tutti. La passeggiata è già importante come attività fisica giornaliera come prevenzione e semplice abitudine da seguire per uno stile di vita sano ed è accessibile a tutti.

 Alle 10 c’è il Convegno tenuto dalla dott.ssa Carnevale, psiconcologa, e dalla dott.ssa Rossi, nutrizionista. Entrambe del Centro Integrato di Senologia Fondazione Policlinico Universitario A.Gemelli. Due figure tra le tante dei Centri Integrati di Senologia, detti anche Breast Unit, molto importanti nelle cure poiché accompagnano la donna per tutto il percorso, su tutti gli aspetti che la riguardano, attraverso protocolli multidisciplinari.

Nel pomeriggio è possibile fare una visita guidata del borgo, una lezione di yoga, musica, balli di gruppo. E’ una giornata per tutti, anche per le famiglie con bambini che avranno a disposizione l’animazione dell’associazione “il paese dei balocchi”.

 Per finire alle 17 ci sarà la Santa Messa, un momento doveroso di raccoglimento e di preghiera per ricordare chi non c’è più, ma anche per chi sta lottando.

L’individuazione precoce di molti tumori è stata possibile anche grazie ai programmi di screening gratuiti tra le fasce di età più a rischio, ai quali è sempre importante aderire.  Attualmente è coperta dal programma di screening regionale per i tumori al seno la fascia di donne più a rischio, quella che va dai 50 ai 69 anni, esteso fino a 74. Durante l’ottobre Rosa si estende alle donne fuori fascia 45-49 anni. Komen Italia durante le sue manifestazioni abbassa ulteriormente la fascia dello screening a 40-45 anni.

La prevenzione gioca un ruolo importante, come anche la partecipazione ai programmi di screening nella lotta ai tumori.

*Stefania Paoloni è corsista della seconda edizione del workshop in Giornalismo Digitale organizzato da Net in Progress e LatinaQuotidiano.it

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