Provoca un certo effetto vedere nel video istituzionale della Regione Lazio le bellezze di Sperlonga, dell’abbazia di Fossanova e del nostro territorio, mentre l’assessore al turismo e alla pari opportunità illustra il nuovo piano turistico triennale 2019. La presentazione del piano, che definisce le linee guida e gli obiettivi di sviluppo del turismo nel Lazio, si è tenuta nella splendida location del Palazzo delle Esposizioni in una sala allestita con i prodotti tipici regionali. Il piano porta in sé una vera e propria novità che ci riguarda da vicino, con il riconoscimento innegabile della valenza turistica di Latina e provincia. Il Lazio è stato ridisegnato in 9 territori dalla chiara identità geografica, storica, culturale ed eno-gastronomica, così alle 7 aree d’interesse, in cui era inizialmente divisa la nostra regione, si aggiungono finalmente il “Litorale” e i “Monti Lepini e Piana Pontina”. Nelle parole dell’assessore Lorenza Bonaccorsi, ben 383 km di costa, 21 comuni, da Montaldo di Castro a Minturno, che vengono individuati nella loro forte potenzialità e ricettività turistica insieme alla piana e ai monti. Avere sottomano la carta del turista, realizzata per l’occasione con il lungo elenco delle cose da vedere, partendo dal parco nazionale del Circeo, passando a Latina città di fondazione, arrivando al Tempio romano di Giove Anxur a Terracina, da un bel colpo d’occhio della situazione, insieme all’elenco delle cose da fare e dei prodotti da assaggiare.

L’affermazione della vocazione turistica delle nostre zone viene fuori dal percorso partecipato avviato dall’assessore con gli Stati Generali del Turismo nell’ambito del tour “Lazio, la Regione delle Meraviglie”, un momento di ascolto e di confronto nelle cinque province che ha raccolto più di 1600 partecipanti tra operatori, associazioni, amministratori locali e cittadini.

Nei prossimi mesi il piano concluderà l’iter di discussione con l’approvazione definitiva del Consiglio regionale prevista entro l’estate. Adeguare la legge regionale del turismo, che – ricordiamo – risale al 2007, all’onda digitale, scoppiata subito, dopo è stato il vero obiettivo di un piano indirizzato a rafforzare il brand Lazio, cercando di superare il dualismo tra Roma e il resto del territorio. I dati Enit ci dicono che l’80% delle presenze turistiche converge ancora su Roma, l’11 per cento lo porta a casa il litorale e il 9% lo raggiunge il resto del Lazio. Ridisegnare la normativa, puntando sulla bellezza dei borghi in sinergia con la Capitale, è l’obiettivo da qui al 2021.