Atral Latina TPL

Dopo lo scivolone sull’azienda speciale per i rifiuti ancora tutta da chiarire un nuovo fantasma si aggira per Latina.

Quello dei biglietti sui bus.

Il servizio messo in campo dal Comune di Latina, guidato dal sindaco Damiano Coletta e da Lbc, doveva essere esempio di fulgida virtù.

Uno di quei progetti attuati che, come spesso ribadisce il sindaco, il resto dell’Italia invidia.

Peccato che anche questa volta, stando le polemiche scoppiate sui social, e le numerose richieste di chiarimento, ci sia la beffa a carico dei cittadini.

Il casus belli starebbe nell’acquisto dei biglietti a bordo.

Più di qualche utente si sarebbe sentito, infatti, rispondere prendendo l’autobus, che i biglietti acquistabili “in corsa” erano terminati.

Il capitolato d’appalto nel merito sarebbe molto chiaro.

Sono previste multe, non proprio irrisorie, sia per il gestore che non garantisce la disponibilità dei biglietti che per l’utente che non lo acquista.

Chi dovrebbe controllare che tutto proceda per il meglio?

Il Comune di Latina.

Peccato che il capogruppo di Lbc in consiglio comunale, Dario Bellini, non ci sta e prendendo la parola sui social risponde ai cittadini che chiedono spiegazioni e chiarezza di andarsi a leggere il regolamento.

E’ vero che la legge non ammette ignoranza.

Ma se un cittadino, o meglio più cittadini utenti che sopportano ritardi nelle corse, servizi non sempre efficienti, una domanda sull’effettiva funzionalità del sistema, dell’efficienza della sua comunicazione, chi ha dato in concessione il servizio, cioè il Comune, se la dovrebbe porre.

Invece no.

Così se Latina è ferma, la colpa è  di quelli che c’erano prima.

Se i servizi non funzionano, la responsabilità è dei cittadini che non si informano.

E per quelli che intendono acquistare il biglietto, con maggiorazione a bordo, non resta che incrociare le dita e sperare di essere tra i fortunati della “premiata lotteria Latina” firmata Lbc.

I servizi non dovrebbero essere un salto ad ostacoli ma un bene comune a favore dei cittadini.