lunedì 22 Aprile 2024
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Precari oggi, poveri domani. L’Ocse boccia la riforma Fornero

Per i lavoratori precari di oggi, “l’adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema”. Forse molti lo sospettavano già, ma la certificazione è arrivata oggi dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha analizzato tra gli altri il sistema previdenziale italiano, giungendo alla conclusione che “i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono più vulnerabili al rischio di povertà” una volta lasciato il lavoro.

Sotto accusa la riforma pensionistica voluta dall’ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero, a causa della quale chi entra oggi nel mercato del lavoro dovrà aspettarsi una pensione più bassa rispetto agli standard attuali, con un autentico rischio di povertà per i precari.

In particolare sono due i meccanismi che portano a questo risultato: da un lato il metodo di calcolo del sistema contributivo è – ricorda l’Ocse –  “legato strettamente” all’ammontare dei contributi” e dunque porta a prestazioni pensionistiche più basse per chi, a causa di un lavoro precario, ha potuto versare meno nelle casse degli enti previdenziali. Dall’altro, rileva l’organizzazione parigina, “l’Italia non prevede alcuna pensione sociale per attenuare il rischio di povertà degli anziani”. Dall’insieme di questi due elementi, nasce l’allarme.

Quali le possibili soluzioni? Per l’Ocse, “lavorare più a lungo potrebbe aiutare a compensare parte delle riduzioni ma, in generale, ogni anno di contributi produce benefici inferiori rispetto al periodo precedente tali riforme”, sebbene “la maggior parte dei paesi abbia protetto dai tagli i redditi più bassi”.

Ma questa direzione potrebbe non essere sufficiente in Italia, dove pure l’età effettiva alla quale uomini e donne lasciano il lavoro è relativamente bassa. “L’aumento dell’età pensionabile – si nota infatti nel rapporto presentato oggi –  non è sufficiente per garantire che le persone rimangano sul mercato del lavoro, soprattutto se esistono meccanismi che consentono ai lavoratori di lasciare il mercato del lavoro in anticipo”. Ciò che davvero servirebbe, è la conclusione, è una politica per promuovere l’occupazione e l’occupabilità e per migliorare la capacità degli individui ad avere carriere più lunghe.

Roberto Miscioscia
Roberto Miscioscia
Classe 86, imprenditore. Esperto di comunicazione. Osservatore delle dinamiche sociali. Amo la filosofia e mi appassionano le neuroscienze. Il mio libro preferito è MINSET di Carol Dweck... il mio film preferito LIMITLESS.

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