precari Asl Latina

Sulla stabilizzazione dei precari della Asl di Latina volano numeri e tempistiche che danno rassicurazioni a metà al personale sanitario che da tempo attende certezze sul proprio futuro lavorativo. Perché se la volontà della Asl di Latina è stabilizzare tutti i 400 lavoratori interessati entro il 2020, l’incognita grande sono i soldi messi a disposizione dalla Regione.

Si è tenuta oggi in Regione Lazio infatti una seduta della commissione sanità presieduta da Pino Simeone, in cui ha partecipato il direttore della Asl di Latina Giorgio Casati. È stato lui a chiarire le tempistiche: “Entro la primavera del 2020 questo problema sarà definitivamente risolto, sempre che tutti remino nella stessa direzione”, così Casati ha dichiarato all’agenzia Dire. 

Il primo step intanto è già realizzato. Proprio quota mattina è stato pubblicato sul bollettino regionale un primo bando che interessa 83 persone, “che entro un mese e mezzo saranno stabilizzate”, garantisce Casati. 

“Dopodomani – ha aggiunto – saranno pubblicati i primi bandi per i cosiddetti commi 2 della legge Madia, pari a circa 300 persone. Abbiamo programmato che entro tre mesi e mezzo dovremmo riuscire a gestire questi nuovi bandi e arrivare alle graduatorie, nel frattempo, di concerto con la Regione, procederemo con gli altri bandi”. 

L’ipotesi, spiega ancora Casati: “È che si arrivi a chiudere il percorso complessivo entro il 2019 con le graduatorie per tutte le categorie di precari. Questo non significa la stabilizzazione ma utilizzeremo le graduatorie in modo massivo nel 2019, compatibilmente col budget assunzionale a disposizione, e quello che rimarrà come residuo sarà stabilizzato nei primi mesi del 2020″. 

Insomma, tutto rimane in un limbo legato soprattutto ai fondi che la Regione Lazio deciderà di stanziare per la Asl di Latina. Proprio di fondi si tornerà a discutere prossimamente su richiesta del consigliere regionale del Pd Enrico Forte. 

Perché la Asl di Latina ha un deficit grave: è quella che prende meno fondi dalla Regione in rapporto al numero di abitanti, rispetto alle altre aziende sanitarie regionali. Di questo si è interessato Enrico Forte:  

“Ho inviato il presidente della commissione Sanità ad indire al più presto una seduta straordinaria, alla presenza del dirigente del dipartimento Sanità della Regione, per aprire una discussione sulla quota capitaria che vede la Asl di Latina fortemente penalizzata”.

Se si riuscisse a risolvere questa penalizzazione, Latina e i suoi precari sarebbero già un passo avanti. 

Intanto urge trovare personale anche per la stagione estiva. Anche questo è uno dei punti sollevati da Enrico Forte, che teme le “croniche sofferenze di personale nel momento in cui, nella nostra provincia, le presenze aumentano a dismisura creando disagi alla cittadinanza ed agli stessi operatori costretti ad affrontare un grande carico di lavoro”.

Ma su questo una soluzione ci sarebbe, a detta di Giorgio Casati: “Stiamo verificando quante persone avremo bisogno per garantire le ferie a tutto il personale e quindi fare le assunzioni necessarie per non chiudere i servizi anche questa estate, come abbiamo fatto nel 2018″. 

Si augura di chiudere la questione precari entro il 2019 Pino Simeone: “L’auspicio è che il personale medico, infermieristico, tecnico e ausiliario, possa conoscere entro la fine dell’anno il proprio destino professionale”; ha dichiarato il presidente della commissione sanità della Regione Lazio.

Che vuole accelerare i tempi: “Occorre mantenere alta l’attenzione e credo sia urgente che l’Asl di Latina percorra l’iter nel modo più celere possibile. Il direttore generale Giorgio Casati ci ha assicurato che le procedure saranno completate nell’arco di 8 mesi, a partire da adesso. Ho ricordato al manager Asl che l’azienda di Latina quanto a stabilizzazioni del personale è ben al di sotto della media regionale”. ha dichiarato l’esponente di Forza Italia. 

“Bisogna preservare un patrimonio, fatto di uomini e donne, che a causa di quanto accaduto si stanno confrontando con una inaccettabile mortificazione e una mancanza di certezze per il proprio futuro. Sarà mia premura – conclude – verificare che l’Asl di Latina rispetti i tempi previsti”.

Ma Casati è stato sufficientemente chiaro. La questione non sarà affatto risolta nel 2019. Nel 2019 si avranno solo le graduatorie. Gli inserimenti sono legati agli stanziamenti della Regione e alla necessità “Che tutti remino nella stessa direzione”

Quindi l’ultima parola, di nuovo, spetta alla Regione, la stessa ancora commissariata e che ha fatto del risparmio sulla sanità una virtù. A volte a scapito dei servizi.