sabato 26 Novembre 2022

Possibilità di andare in pensione anticipatamente? Il social network di Renzi docet!

Diciamolo chiaramente: le pensioni non hanno pace! Ogni mese si lanciano idee, proposte, modifiche… un vero labirinto cui ci si riesce a muovere solamente grazie al supporto dei nostri operatori di Patronato, uomini e donne, altamente specializzati e che riescono, tra mille difficoltà, a dare un concreto aiuto al cittadino che vuole informazioni.

In “Confartigianato Latina”, il Patronato INAPA (tel. 0773.666593), GRATUITAMENTE, serve tutti i cittadini accompagnandoli alla pensione e alle tante pratiche previdenziali.

L’ultima novità riguarda l’ APE (che poi significa “Anticipo Pensionistico”), notizia che ci è giunta dal premier Renzi il quale ha dichiarato che, nella legge di stabilità 2017, vi sarà la possibilità di andare anticipatamente in pensione per i lavoratori over 63 con un massimo di tre anni dall’età pensionabile. La notizia è stata lanciata su un suo social network.

Ma vediamo la nota di Barbara Weisz, pubblicata su PMI.it che fotografa molto bene la situazione.

“Il Governo sta pensando a un meccanismo per «anticipare con una decurtazione economica l’ingresso in pensione», per chi ha «visto sfumare l’opportunità di andare in pensione» dopo la Riforma Fornero.

Non ci sono altri particolari sulla norma, su cui stanno lavorando il Ministero del Lavoro e Palazzo Chigi. L’Esecutivo ha consultato l’INPS e nelle prossime settimane sono previsti incontri con le parti sociali e la Commissione Europea per inserire la Riforma Pensioni nella prossima manovra finanziaria.

In realtà, i primi dettagli del piano sono già stati forniti nelle scorse settimane dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini: una proposta di flessibilità in uscita con una decurtazione dell’assegno che varia a seconda degli anni di anticipo e che riguarda la parte retributiva (quella contributiva si riduce automaticamente in caso di pensione anticipata). Il lavoratore percepisce un trattamento erogato dall’INPS, una sorta di anticipo sulla pensione, da restituire quando matura l’assegno previdenziale.

Nannicini ha ipotizzato il finanziamento di tale “prestito per la pensione” da parte dei privati (sistema bancario) per ridurre la spesa pubblica. Sarebbe invece lo Stato a intervenire nel caso di pensione anticipata per coloro che il lavoro lo hanno già perso, mentre quando l’uscita anticipata avviene nell’ambito di ristrutturazione aziendali, il costo sarebbe a carico delle imprese.

In definitiva, c’è una conferma sull’intenzione di inserire la Riforma Pensioni in Legge di Stabilità con un meccanismo che consenta maggior flessibilità in uscita, soprattutto per lavoratori prossimi all’età pensionabile. I tecnici lavorano sul meccanismo e il governo ascolterà le parti sociali…..”

Siamo sempre nell’ambito del SE e del FORSE. Di certo ancora nulla.

Vedremo nei prossimi mesi se ci daranno altre informazioni magari non lanciate da Renzi sul social network di turno ma in maniera un tantino più ufficiale.

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