lunedì 17 Gennaio 2022

Posa della prima pietra, Latina e le città di Fondazione

Finita l’opera di bonifica dell’agro pontino, il 30 giugno del 1932 venne ufficializzato il primo atto della nascita di una nuova città: la posa della prima pietra di Littoria.

A presenziare alla cerimonia fu Orsolino Cencelli, presidente dell’Opera Nazionale Combattenti. Grande assente il duce, Benito Mussolini. La leggenda racconta che il clamore suscitato dalla notizia della posa della prima pietra di una nuova città abbia infastidito Mussolini. Per lui Littoria doveva essere un piccolo centro amministrativo, un piccolo villaggio con strutture in muratura. E non una città.

Su ordine dello stesso Duce, i giornali italiani ignorarono il grande evento.

Ma la stampa estera non restò immune al fascino di cotanta notizia, ed esaltò la nascita di Littoria, una Città Nuova nata grazie al sacrificio e all’intelligenza degli uomini, per di più in un ambiente ostile come era quello delle paludi.

Un onda di consenso internazionale che Mussolini volle comunque cavalcare e, quindi, il 18 dicembre 1932, si recò a Littoria, anticipato da un impegno propagandistico senza precedenti per celebrare il primo nucleo della nuova città.

Il duce, affacciato dal balcone del municipio, annunciò le tappe future dello sviluppo della fertile pianura che aveva preso il posto delle paludi pontine, con la fondazione di altre città (Sabaudia e Pontinia, e poi anche Aprilia e Pomezia) e la costruzione di centinaia di altri poderi. Quel giorno decretò Littoria come nuovo simbolo del regime fascista, passando dall’antica concezione di borgo agricolo al nuovo status di città.

Davanti all’Italia e alle potenze internazionali, Littoria incarnava lo spirito mussoliniano che, in verità, anticipava la sua imminente politica colonialistica.

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