mercoledì 5 Ottobre 2022

Popolazione italiana sempre più anziana, Milanese: urgente cambiare la legge sull’assistenza primaria

Gli ultra 65enni in Italia sono 1/5 della popolazione con sempre più problemi di malattie croniche ed invalidanti, a lanciare l’allarme è il presidente della cooperativa OSA (Operatori Sanitari Associati), Giuseppe Milanese, intervistato dall’agenzia Dire questa mattina in occasione del convegno “Misericordia a domicilio” organizzato nella Capitale dall’Iss, dalla Caritas di Roma e dal Centro per la Pastorale Familiare della Diocesi di Roma, che si e’ svolto presso la sede dell’Istituto.

“È arrivato il momento – spiega Milanese – ma di questo anche il ministro della Salute Lorenzin ne è cosciente, di mettere mano al sistema con una legge sull’assistenza primaria, che faccia sì che le persone possano passare tante fasi della loro vita, quando incontrano le malattie croniche, nel proprio domicilio. Basti pensare a chi soffre di demenze come il Parkinson o l’Alzheimer: sono tutte malattie che, a prescindere da alcuni momenti di ospedalizzazione, hanno bisogno di un approccio territoriale, domiciliare, residenziale e di centri diurni. Ma questo deve nascere con una regia nazionale che possa dare risposte anche alle famiglie. Non dimentichiamoci, infatti, che 1/3 degli anziani vive da solo e che qualora ci siano dei problemi non sa più a chi riferirsi. La famiglia per problemi demografici non è più quella di una volta e il sistema sanitario deve rispondere urgentemente”.

“Per quanto riguarda l’assistenza domiciliare c’è una distanza enorme tra i vari Paesi europei e l’Italia: nel nostro Paese sono dedicate 22 ore l’anno agli anziani, mentre per esempio in Germania 28 ore a settimana. Bisogna allora costruire un sistema di assistenza domiciliare partendo da regole comuni e facendo sì che, nonostante ci sia il Titolo V che ha devoluto alle Regioni la responsabilità, ci siano delle linee guida nazionali”. “Noi abbiamo- ha proseguito- il più basso numero di ultra65enni assistiti fra i paesi evoluti e fra questi assistiti 22 ore l’anno significa solo una spesa di assistenza a pioggia che non crea sistema. In Olanda è assistito a domicilio il 21% delle persone, in Canada accade lo stesso. E questo non è un problema di spesa ma di sistema che va riorganizzato, partendo da una regia nazionale che faccia le regole e dia un ruolo al Terzo Settore, che lo controlli, con sistemi di accreditamento che verifichino i requisiti e misurino gli effetti dell’assistenza. Cosa sogniamo? Un sistema di soggetti autorizzati e accreditati, anche perché lo Stato non arriva più a coprire ciò che c’è fuori dall’ospedale, tra i quali i cittadini possano liberamente scegliere, probabilmente anche con l’ausilio di agenzie terze che controllino la qualità dell’assistenza misurandone gli esiti”.

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